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Pubblicato il 4 Feb 2016 in Notizie della diocesi, Notizie delle comunità religiose, Vita liturgica

Nazareth in festa per la chiusura dell’Anno della Vita Consacrata

Nazareth in festa per la chiusura dell’Anno della Vita Consacrata

NAZARETH – Martedì 2 febbraio 2016, i religiosi e le religiose di Galilea si sono riuniti per la celebrazione di chiusura dell’Anno della Vita Consacrata presso la Basilica della Annunciazione

La conclusione dell’Anno della Vita Consacrata ha coinciso con la festa della Presentazione al Tempio di Gesù. Come da tradizione per questa festa, i fedeli sono entrati in Basilica in forma processionale passando, quest’anno, per la Porta santa della Misericordia. Si sono poi raccolti attorno alla grotta della Annunciazione per la celebrazione eucaristica.

La messa è stata celebrata da mons. Marcuzzo, vicario patriarcale in Israele, e concelebrata dai padri Bruno e Amjad, rispettivamente rettore del santuario e parroco di Nazareth, oltre a una ventina di altri sacerdoti. Si è trattato di un momento di grande fervore, nel quale la gioia si è mescolata al raccoglimento e alla azione di grazie, merito anche dei canti della comunità Shalom.

Per l’occasione, erano presenti più di centocinquanta religiose e almeno altrettanti laici, così più di trecento persone erano riunite attorno all’umile grotta in cui la santa Vergine ha pronunciato il suo fiat. Luogo altamente simbolico per le consacrate venute da tutta la Galilea, soprattutto dalla Alta-Galilea. Per l’occasione era presente la presidente delle Religiose di Galilea, suor Marie-Hélène Girault, carmelitana apostolica di san Giuseppe e superiora della comunità di Isfia.

All’omelia mons. Marcuzzo ha ripreso il programma proposto dal Santo padre per quest’anno dedicato alla Vita Consacrata. Ha ricordato quali fossero le aspettative del Papa riguardo i consacrati: “le attese del Papa sono quelle di tutta la Chiesa ma anche di tutta la società”. Il vescovo ha anche ripetuto le cinque caratteristiche che, secondo il Papa, devono distinguere una persona consacrata: la gioia, la comunione, la profezia, essere attenti ai segni dei tempi e la misericordia. Dopo aver tracciato un bilancio, mons. Marcuzzo si è orientato al futuro ricordando come la luce della festa della Presentazione è anche: “La festa dell’incontro… i religiosi sono chiamati a essere persone che vanno incontro all’uomo, che si dirigono incontro agli uomini. Essi sono chiamati a essere, grazie alla radicalità dei loro voti, la luce degli uomini che cercano Dio e aspirano alla pace e alla verità”.

In questo Anno Giubilare della Misericordia, i vescovo ha concluso sottolineando come la misericordia costituisca il respiro stesso della vita dei religiosi, chiamati a offrirla per consacrarsi alle “Opere di Misericordia”, in Terra Santa soprattutto attraverso le scuole, gli ospedali, i centri per i disabili, le case per l’accoglienza dei pellegrini ecc…

Alla fine della cerimonia era stato organizzato un momento di incontro a cura della Unione delle Religiose. Fedeli e religiosi hanno potuto così ritrovarsi per condividere saluti e parole nella festa e nella gioia.

Myriam Ambroselli

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