Pages Menu
Categories Menu

Pubblicato il 15 Feb 2016 in Chiesa, Feste, Slide, Vita liturgica

Celebrazione della XXV Giornata Mondiale del Malato a Nazareth

Celebrazione della XXV Giornata Mondiale del Malato a Nazareth

 

NAZARETH – Tre anni fa era stato papa Benedetto XVI a scegliere la città di Nazareth per la solenne celebrazione della Giornata Mondiale del Malato. L’evento ha avuto luogo quest’anno, giovedì 11 febbraio, nella Basilica dell’Annunciazione. Mons. Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari, ha celebrato la Messa con oltre settanta sacerdoti e vescovi, e la partecipazione di molti fedeli, pellegrini e pazienti da tutto il mondo.

Nel 1993 san Giovanni Paolo II, allora Pontefice, aveva proclamato come Giornata Mondiale del Malato l’11 febbraio, giorno della memoria liturgica della Madonna di Lourdes, luogo in cui 162 anni fa la Vergine Maria apparve a santa Bernadette. La giornata fu istituita per permettere ai fedeli di innalzare le loro preghiere per coloro che soffrono e per prendersi cura di loro. In. Nel suo messaggio per la Seconda Giornata Mondiale del Malato, papa Giovanni Paolo II, rivolgendosi ai professionisti della salute, diceva: «Come il Buon Samaritano, state insieme e servite coloro che soffrono scoprendo in essi presenza di Gesù e il suo volto sofferente. Attenzione all’indifferenza che potrebbe venire dall’assuefazione; ripetere ogni giorno l’impegno di mostrarsi fratelli di tutti, senza discriminazioni; mettere il “cuore” nel vostro contributo unico di professionalità e nell’adeguatezza delle strutture, che è l’unico modo per umanizzare».

Nella sua omelia, mons. Zygmunt ha ribadito cinque punti importanti: la vocazione di ciascuno; essere servo per una cultura di incontro e di pace; la misericordia per coloro che hanno paura di Dio; la fede e la beatitudine di Maria e Giuseppe; e, infine, il timore di Dio come dono dello Spirito Santo. Ha ricordato come ogni cristiano ha una vocazione, e ha lanciato una richiesta di aiuto a coloro che soffrono: «Siamo tutti, in un modo o nell’altro, chiamati da Dio», ha sottolineato. «L’uomo soffre in modi diversi; a volte si soffre terribilmente e ci si appella a un altro uomo. Lui ha bisogno di aiuto. Ha bisogno della sua presenza (…). È importante essere a fianco dell’uomo sofferente. Lui, più che della guarigione, potrebbe avere bisogno di una presenza umana, di un cuore umano pieno di compassione e di solidarietà umana».

Durante la Messa solenne, alla quale hanno partecipato oltre 1.100 persone, i fedeli hanno potuto riflettere su alcuni aspetti della vita della Vergine Maria, tra cui le nozze di Cana, dove ha chiesto ai servi di ascoltare Gesù e obbedirgli in tutto. I fedeli sono stati anche invitati a meditare sul “sì” della Vergine, un “sì” che ha cambiato il corso della storia.

Poi è seguita l’Unzione degli infermi, il momento più solenne e più atteso della Giornata. Per oltre 45 minuti, circa 70 persone in sedia a rotelle si sono susseguite per ricevere questo Sacramento, insieme a più di 225 malati provenienti da tutto il mondo, accompagnati dal Magnificat cantato con gran fervore. Inoltre, per l’occasione, Rabab Zeitoun e Louayy Zaher avevano appositamente composto un inno.

Sua Beatitudine mons. Fouad Twal, Patriarca latino di Gerusalemme, mons. George Bacouni, arcivescovo di San Giovanni d’Acri, Haifa e di tutta la Galilea, mons. Marcuzzo, vicario patriarcale in Israele, e circa 70 sacerdoti hanno concelebrato la Messa insieme con l’inviato speciale del Santa Sede.

Alla fine della Messa, mons. Zimowski ha letto il messaggio di papa Francesco per la Giornata Mondiale del Malato e ha dato la sua benedizione. Dopo la Messa, la delegazione ha visitato il Centro Maria di Nazareth e ha recitato i Vespri.

Visite pastorali alle organizzazioni cristiane di Nazareth

Come parte del programma della Giornata Mondiale del Malato, la delegazione pontificia ha effettuato delle visite pastorali in ospedali cristiani, case di riposo, centri per disabili e scuole di Nazareth. La delegazione è stata divisa in tre gruppi. Un gruppo ha visitato l’ospedale “Saint Vincent de Paul” di Nazareth e i suoi vari reparti, in particolare quello Maternità. Hanno potuto avere uno sguardo globale della storia della struttura ospedaliera, e condividere con i funzionari le esigenze e i problemi dell’istituzione. Venti persone hanno potuto ricevere il Sacramento dell’Unzione degli Infermi.

Un altro gruppo ha visitato l’Ospedale della Sacra Famiglia di Nazareth gestita dall’Ordine dei Frati Ospedalieri e dalle Sorelle di Maria Bambina. Anche qui si è illustrata la storia dell’ospedale, le sue attività e il suo contributo al piano pastorale. Il gruppo ha anche visitato il reparto maternità.

Un’altra parte della delegazione ha visitato l’ospedale inglese a Nazareth, la Foyer “San Francesco” per gli anziani, l’Ospedale della Sacra Famiglia e l’Istituto “Sant’Anna”, che fornisce supporto educativo ai bambini senza casa.

Saher Kawas