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Pubblicato il 16 Feb 2016 in Omelie FT, Patriarca, Vita spirituale

Messa all’Ecce Homo: omelia del Patriarca

Messa all’Ecce Homo: omelia del Patriarca

 

GERUSALEMME – Venerdì 12 febbraio, S.B. mons. Fouad Twal ha celebrato una messa per commemorare l’Incoronazione di spine nella Basilica dell’Ecce Homo presso il Convento delle Suore di Sion e della Comunità “Chemin Neuf”.

Ecce Homo, venerdì 12 febbraio 2016

Messa per commemorare l’Incoronazione di spine di Cristo

Care comunità delle Suore di Sion e del Chemin Neuf,

Cari fratelli e sorelle,

siamo riuniti in questo primo venerdì di Quaresima, come è tradizione, per commemorare l’Incoronazione di spine di nostro Signore Gesù Cristo.

La Basilica del Convento dell’Ecce Homo in cui ci troviamo, è uno dei luoghi più commoventi di Gerusalemme, perché ci parla in modo particolare, della Passione di Gesù. Dove si tocca con mano la sofferenza di Cristo Re, l’Agnello senza peccato e senza macchia, umiliato, maltrattato, picchiato e insultato. Il Nostro Dio e Signore precipita nell’abisso delle nostre sofferenze, per trasformarle, renderle feconde, tanto ingiuste, terribili ed insopportabili esse siano.

Dio si è fatto uomo, l’Innocente è colpevole. Come non vedere in questo abbassamento, in questa follia della Croce, un supremo atto di Misericordia? La Misericordia è l’identità e il nome stesso del nostro Dio e ci è data da contemplare, riscoprire e praticare con ancora più fervore, in questo anno giubilare.

«La misericordia è la chiave di volta della Chiesa» [1] e tocca a noi in modo speciale qui a Gerusalemme, noi Chiesa del Calvario dobbiamo mettere la Misericordia al centro della vita, delle azioni, della missione. Tutto deve essere basato sulla misericordia, tutto vi deve convergere, perché la Misericordia è la manifestazione tangibile dell’amore di Cristo per noi, è il nostro amore per il prossimo!

E penso soprattutto alle nostre istituzioni, le nostre case religiose e di accoglienza, le nostre scuole, le nostre varie strutture devono essere basate sulla misericordia verso tutti, altrimenti non hanno alcun scopo. È urgente che attraverso tutta la sofferenza vissuta su questa terra lacerata, siamo veri artefici di misericordia e di pace. Solo contemplando il volto deriso e la testa coronata di spine del Maestro, siamo in grado di affrontare il futuro con coraggio e speranza, nonostante le nostre sofferenze e tribolazioni [2].

La Misericordia, vissuta attraverso le opere corporali e spirituali, costituisce la nostra identità di cristiani e di persone consacrate, che vivono in Terra Santa tra ebrei, musulmani e pellegrini!

Siamo chiamati a vivere questa Quaresima, che è un tempo forte e propizio al digiuno, la preghiera e la solidarietà, nel più ampio quadro dell’Anno della Misericordia. «È misericordia che voglio e non sacrificio» (Mt 9, 13): si tratta di chiedere la grazia e diventare artigiani di misericordia tutti i giorni verso il prossimo.

Ma chi è il nostro prossimo? Sembrerebbe che non abbiamo veramente scelta, il nostro prossimo è tanto il boia quanto la vittima, l’occupante e l’occupato, il malato, il solo, chi è alla ricerca di lavoro per sfamare la sua famiglia e colui che non lo trova, colui che non ha modo di comprare ciò di cui ha bisogno.

Misericordia in questo tempo di Quaresima significa compiere atti concreti: nutrire il prossimo, comprenderlo, aiutarlo, educarlo con la parola e la preghiera. Misericordia significa riconoscere Cristo nel prossimo che non conosciamo, colui che è al nostro fianco, come colui che è lontano, perché attraverso di lui, la carne di Cristo «diventa di nuovo visibile come il corpo martoriato, flagellato, affamato, perdente» [3] e incompreso.

“Ecce Homo”. Ecco l’uomo. Questo “Ecce Homo” indica ciascuno di noi, noi stessi e il nostro prossimo; è l’uomo come egli è, in tutta la verità della sua miseria e lo splendore della sua vocazione.

“Ecce Homo”. Quest’uomo siamo tutti noi fratelli e sorelle, accordi in un unico amore, che si sentono piccoli e poveri, e che la Croce di Gesù Cristo rende grandi [4].

Cari amici, viviamo la Quaresima come un tempo di conversione e di ritorno a Dio: riconosciamoci come questo uomo che soffre e che è oggetto della misericordia infinita del Padre. Infine accettiamo di lasciarci amare da Dio! «Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia compatire le nostre infermità, essendo stato lui stesso provato in ogni cosa, a somiglianza di noi, escluso il peccato. Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ricevere misericordia e trovare grazia ed essere aiutati al momento opportuno (Eb 4, 15-16)».

Non esitate ad andare incontro a Cristo nel sacramento della riconciliazione e sfruttare le tre porte sante della nostra diocesi, per ricevere tutte le grazie di questo anno giubilare. Queste porte sono sante e passare attraverso di loro, è un atto di fede che incarna il nostro desiderio di conversione radicale. Stiamo uscendo da uno stato spirituale per “entrare” in un altro. La porta simboleggia la transizione, simboleggia Cristo stesso, che è la Via, la Verità e la Vita (Gv 14, 16). È la porta (Gv 10, 9): Se uno entra attraverso di Me, sarà salvato.

In questo tempo forte di Quaresima, Dio ci aspetta, lui bussa alla porta del nostro cuore e brucia per entrarvi. Come il padre del figliol prodigo, nel disperato tentativo di salvare suo figlio e ha un amore traboccante per ritrovarlo, così Dio ci aspetta in silenzio, nella preghiera personale, nel servizio ai nostri fratelli, nella visita agli ammalati e ai bisognosi, nel segreto della confessione, o in comunione.

Dio è misericordia, perché è comunione. Dio è Amore e Comunione, e dal momento che siamo fatti a sua immagine, la nostra vocazione profonda è quella di diventare degli esseri di comunione, di comunione con Dio e con i fratelli, e solo la misericordia di Dio può renderci degni di una vocazione così splendida.

La Vergine Maria ci precede in questo cammino di sofferenza e di gloria. Essa ci accompagna per tutta la Quaresima e ci fa scoprire il vero volto di Dio misericordioso.

Amen +

 

[1] Papa Francesco, venerdì 29 gennaio, Sessione plenaria della Congregazione per la Dottrina della fede.

[2] Misericordiae Vultus, n. 10.

[3] Misericordiae Vultus, n. 15.

[4] Gabriel Pont, Lui ha detto. Le ultime 7 parole di Cristo: Meditazioni