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Pubblicato il 18 Feb 2016 in Carità, Slide

La Maison d’Abraham, “Un tesoro affidato in principio ai più poveri”

La Maison d’Abraham, “Un tesoro affidato in principio ai più poveri”

GERUSALEMME – La Maison d’Abraham, affidata al Secours Catholique, accoglie pellegrini e visitatroi di ogni religione di passaggio da Gerusalemme. Nell’anno scorso è stata rinnovata l’equipe della direzione con una nuova direttrice, un nuovo cappellano e, nella comunità religiosa, nuove suore.

La Maison d’Abraham trovò la sua sede a Gerusalemme in un vecchio monastero benedettino. Fu fondata nel 1964 da mons. Jean Rodhain, presidente del Secours Catholique, su richiesta di papa Paolo VI: “Dopo Lourdes, Gerusalemme. Dopo i poveri di Lourdes quelli di Gerusalemme: è la santa Vergine che firma queste fondazioni”. Situata nel quesrtire di Ras Al-Amud a Gerusalemme Est, essa ha per vocazione di accogliere i pellegrini di ogni religione che desiderano venire a Gerusalemme, con una attenzione particolare ai più indigenti e così “permettere ai pellegrini poveri di ogni religione di poter venire a Gerusalemme” (Paolo VI al Segretario generale del Secours Catholique, nel 1964).

La nuova responsabile della direzione, Cecile Roy è arrivata all’inizio del 2016 con suo marito e i loro quattro bambini. Ella conosceva già la casa per avervi soggiornato più volte. Il suo compito, oltre all’amministrazione, è di coordinare le diverse componenti dell’equipe di casa: operai, volontari e la comunità delle suore (Domenicane di Tours). Padre Jean-Claude Sauzet, della diocesi francese di Saint-Denis, Fidei Donum* al Patriarcato Latino di Gerusalemme è arrivato poco di lei. Il suo compito presso la Casa è quello di “Facilitare la comprensione della situazione attuale di Palestina e di Israele alla luce della pastorale sociale della Chiesa, facendo intervenire figure del luogo”. Egli inoltre cura i collegamenti con le diocesi di Francia, d’Africae di America latina, incontrando, tra l’altro, i direttori dei pellegrinaggi. Padre Sauzet si impegnerà anche con la Pastorale dei carcerati in Israele.

Un luogo di pace in mezzo a Ras Al-Amud

La casa funziona con una comunità di suore Domenicane di Tours, un gruppo di lavoratori locali e uno di volontari generalmente francofoni. Questi ultimi vengono per vivere una esperienza di vita comunitaria mettendosi, in generale, a servizio della casa per la durata di un mese. Sono scelti e chiamati da un comitato composto dalle suore e dalla direzione. Il comitao cerca di mantenere nel gruppo dei volontari una certa varietà di età, di eseprienza, di abilità: “L’obiettivo è quello che ciascunio possa mettere afrutto il suo soggiorno per crescere e scoprire un poco di più la Terra Santa”, spiega Cecile Roy. L’equipe della Casa è disponibile anche per scambi coi pellegrini e per rispondere a loro domande.

La Maison d’Abraham è un luogo di pace in mezzo al difficile quartiere di Ras Al-Amud, a pochi metri da una colonia sulla quale sventola la bandiera israeliana. La Casa offre un forte contributo di presenza organizzando regolarmente feste coi residenti ne quartiere, soprattutto in occasione delle grandi feste musulmane: “La Casa vive con Ras Al-Amud – subiamo le medesime chiusure dell’acqua, le stesse interruzioni della corrente elettrica, i residenti lo sanno – e così è un luogo di accoglienza radicato nel quartiere” ci dice padre Sauzet.

Una Casa “aperta a tutti i figli di Abramo” come la voleva il fondatore, mons. Jean Rodhain

Tra le missioni della Casa, spiegare ai pellegrini e ai visitatori il luogo in cui risiedono: “facciamo un lavoro di educazione e di rispetto, a partire dal luogo in cui i pellegrini abitano – riassume p. Sauzet – spieghiamo loro il contesto nel quale vivono gli abitanti del quartiere e insegnamo loro a rispettare la realtà della gente di qui”. Questo si concretizza in modo particolare coi Viaggi della Speranza del Secours Catholique, aperti a tutti, che propongono visite la paese, tempi di condivisione coi residenti e incontri con le comunità: “facciamo in modo che comprendano il luogo in cui si trovano” spiega Cecile Roy. In questo momento è in preparazione un pellegrinaggio per “senza fissa dimora” francesi.

La Maison d’Abraham è anche un luogo di rimotivazione delle persone impegnate presso il Secours catholique e la rete delle Caritas, propone dei corsi di formazione con tempi di lezione, di scambi di esperienze e competenze in funzione dei bisogni.

Infine, una attenzione speciale è riservata ai pellegrini del Medio Oriente: l’equipe pone tutto il suo impegno per accogliere e facilitare la venuta di questi pelelgrini. Accolgierà prossimamente un gruppo dalla Giordania in visita a Gerusalemme e ai luoghi santi. Per Cecile Roy, la missione è chiara: “priorità ai più poveri allo scopo di offrire loro la possibilità di venire a Gerusalemme. Poiché la Maison d’Abraham è un tesoro affidato soprattutto ai più poveri”.

Intervista a cura di Thomas Charrière.

Nella foto, da sinistra, Sr. Evelyne, Cécile Roy, e p. Jean-Claude Sauzet

*Fidei Donum: sono le due parole latine con cui comincia l’enciclica, del 1957,di Pio XII con la quale il Papa invita i vescovi a portare con lui “la preoccupazione per la missione universale della Chiesa”, non solo con la preghiera e gli aiuti ma anche mettendo certi loro sacerdoti a disposizione di diocesi di altri continenti. I sacerdoti inviati restano incardinati nella diocesi di origine e vi fanno ritorno dopo molti anni trascorsi in missione. Spesso li si chiama “Sacerdoti Fidei Donum”. (fonte: http://www.eglise.catholique.fr).

Le site de la maison d’Abraham

Informazioni pratiche

La casa è aperta 24h/24

Maison d’Abraham
Ras-el-amoud
BP 19680
Jérusalem 91190
Israël

Tél : + 972 2 628 45 91 / +972 5 25 00 49 11
Fax : + 972 2 627 49 17
E-mail : resa.mda@secours-catholique.org