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Pubblicato il 18 Feb 2016 in Attualità locale, Politica e società, Slide

Mons. Shomali in Germania: “I rifugiati siriani devono poter rientrare a casa loro”

Mons. Shomali in Germania: “I rifugiati siriani devono poter rientrare a casa loro”

GERMANIA – Invitato per il terzo anniversario della morte di padre Werenfried van Straaten, fondatore dell’ Aiuto alla Chiesa che Soffre, mons. William Shomali è intervenuto sulle sfide attuali in Medio Oriente, in particolare in Siria.

Quest’anno, l’incontro annuale organizzato in Germania, ha avuto luogo sabato 13 febbraio, anniversario della morte di suor Lucia dos Santos, testimone delle apparizioni di Fatima, e di padre Werenfried fondatore dell’ Aiuto alla Chiesa che Soffre. Una doppia, significativa, commemorazione dato che padre Werenfried aveva, in più occasioni, consacrato la sua opera alla Madonna di Fatima. L’Aiuto alla Chiesa che soffre è una fondazione internazionale cattolica di diritto pontificio che opera in 145 paesi, tra cui la Terra Santa, e aiuta i cristiani in difficoltà, minacciati, perseguitati, rifugiati o nel bisogno.

La giornata, organizzata da Karin Maria Fenbert , dal 2014 alla direzione nazionale della fondazione in Germania, è iniziata con una messa nella cattedrale di Colonia, presieduta da mons. Philip Naameh del Ghana.

Nel pomeriggio, sono state organizzate due tavole rotonde presso una sala nei paraggi dell’arcidiocesi di Colonia. Primo argomento discusso: “L’Islam in Africa e in Medio Oriente”. Una tavola rotonda animata da Mons.Philip Naameh del Gana, Mons Montfort Stima del Malawi e Mons. William Shomali, vicario patriarcale a Gerusalemme e in Palestina.

Nel suo intervento, mons. Shomali ha parlato della tragedia siriana e del fondamentalismo islamico. A una domanda circa l’eventualità di un cambiamento nell’Islam, il vescovo ha risposto che tale cambiamento “non potrà venire che dall’interno dell’Islam”. Ha ricordato le iniziative del presidente Al-Sisi, in Egitto, e il suo intervento presso l’Unversità di Al-Azhar al Cairo per un rinnovamento del discorso religioso islamico, finalizzato a eliminare ogni deriva fanatica. Mons. Shomali ha anche citato la Lettera aperta al mondo musulmano, del filosofo francese e musulmano Abdennur Bidar. Questi invita l’Islam, in preda a una crisi profonda, a mettersi in gioco davanti ai problemi contemporanei e a un vero dialogo con le società occidentali. Secondo Abdennur Bidar, l’Islam si deve interrogare sul ruolo nella società di una religione che il Jihadismo vorrebbe totalitaria.

Sul punto della risoluzione del conflitto siriano, mons. Shomali ha detto: “è assolutamente necessario cooperare con Assad, presidente democraticamente eletto, al fine di sradicare il così detto Stato Islamico. Dopo di che dichiarare un cessate il fuoco immediato; poi ci saranno la ricostruzione della Siria e il ritorno dei rifugiati siriani”. A coronamento di questo processo, osserva il vescovo di Gerusalemme, “si terranno libere elezioni”.

Nella seconda tavola rotonda, l’arcivescovo emerito di Colonia, il cardinal Joachim Meisner, ha invitato i partecipanti a uno scambio sul tema delle apparizioni di Fatima e sul loro rapporto con la caduta del Muro di Berlino.

Myriam Ambroselli

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