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Pubblicato il 18 Feb 2016 in Giubileo della Misericordia, Slide, Vita spirituale

Un missionario della Misericordia a Gerusalemme

Un missionario della Misericordia a Gerusalemme

 

GERUSALEMME – Durante la Messa del mercoledì delle Ceneri, papa Francesco ha inviato a tutto il mondo 1071 missionari della Misericordia. Loro sono partiti per animare missioni ed iniziative legate all’anno giubilare, portando una particolare attenzione alla celebrazione del sacramento della Riconciliazione. Uno di loro, padre Raymond de Souza è arrivato domenica scorsa a Gerusalemme.

Padre Raymond de Souza viene dal Canada dove è parroco e cappellano presso la Queen’s University in Ontario. Durante il suo soggiorno a Gerusalemme si sono svolti tre incontri (15, 16 e 17 febbraio) presso la cappella del Pontificio Istituto “Notre Dame”. Ogni incontro ha visto un tempo di Adorazione seguito dalla proclamazione evangelica. Durante l’Adorazione di trenta minuti, in cui il Santissimo Sacramento è rimasto esposto, numerosi fedeli hanno potuto accostarsi al Sacramento della Riconciliazione. Dopo di che padre Raymond ha proclamato il Vangelo della Misericordia in cui Gesù manifesta la misericordia di Dio verso gli uomini e il suo desiderio di salvarli.

La conferenza di lunedì 15 ha approfondito il tema della Misericordia e della conversione prendendo spunto dal Vangelo della Samaritana. Martedì sera, padre Raymond ha proclamato il vangelo del cieco nato, predicando l’alleanza incrollabile tra giustizia e misericordia. La serata di mercoledì 17 è stata l’occasione per riflettere sulla figura di Lazzaro. Attraverso questi tre vangeli, padre Raymond de Souza si è proposto di rifare il cammino percorso dai catecumeni, per comprendere meglio come la misericordia ci rinnova nella nostra identità di figli di Dio. Colui che viene perdonato è chiamato ad essere missionario, come la Samaritana o il cieco nato dopo la sua guarigione, per annunciare le meraviglie del Signore.

In quanto missionario della Misericordia, il sacerdote incaricato ha ricevuto dal Santo Padre l’autorità di rimettere quei peccati di solito riservati alla Sede Apostolica (la profanazione delle specie consacrate, l’assoluzione del suo complice, la consacrazione episcopale senza mandato pontificio, la violazione diretta del segreto della confessione e la violenza contro la persona del Papa). Rendendosi disponibile per ricevere i fedeli vuole essere un «segno vivente di come il Padre accoglie chi è alla ricerca del suo perdono» [1].

Queste serate di insegnamento e di preghiera sono una risposta concreta alla richiesta del Santo Padre che ha voluto che i missionari inviati si faccino «predicatori convincenti della misericordia» [2].

Calixte des Lauriers

[1] e [2] Misericordiae Vultus, 18.