Pages Menu
Categories Menu

Pubblicato il 23 Feb 2016 in Attualità del Santo Padre, Chiesa, Ecumenismo, Slide

Mons. Atallah Hanna: cattolici e ortodossi sperano l’unità e una data comune per il Natale e la Pasqua

Mons. Atallah Hanna: cattolici e ortodossi sperano l’unità e una data comune per il Natale e la Pasqua

INTERVISTA – Avvenimento storico tra le Chiese d’Oriente e d’Occidente, papa Francesco e il patriarca Cirillo, Patriarca di Mosca e tutte le Russie, si sono incontrati il 12 febbraio 2016, a l’Avana a Cuba, circa mille anni dopo lo scisma del 1054. Mons. Atallah Hanna, arcivescovo greco ortodosso di Sebaste in Palestina interviene su questo incontro a lungo atteso.

 

– Che cosa pensa dell’incontro a Cuba tra papa Francesco e il patriarca Cirillo?

Penso che l’avvicinamento e la cooperazione tra tutte le Chiese di Gerusalemme e del mondo intero siano importantissimi. Ai nostri giorni, i cristiani devono affrontare grandi sfide e noi siamo chiamati a lavorare a favore del dialogo per servire l’umanità e rafforzare i valori comuni tra le Chiese.

L’incontro tra papa Francesco e il patriarca Cirillo è un avvenimento storico per eccellenza. Noi siamo ottimisti e pensiamo che questo incontro contribuisca a rafforzare il dialogo e la comprensione al fine di giungere a quell’unità che tutti speriamo. Nelle preghiere che rivolgiamo al nostro Signore Gesù Cristo, non ci stanchiamo di chiedere il dono dell’unità. Incontri come quello di Cuba sgombrano la via con un amore rafforzato, amore che deve sgorgare anzitutto dal cuore di ogni cristiano, poiché è grazie all’amore che possiamo arrivare all’unità.

Quali sono i passi che le nostre Chiese cattoliche e ortodosse devono ancora compiere per questo riavvicinamento? Cosa resta da fare per arrivare a una data comune delle feste religiose di Pasqua e Natale?

C’è un grande desiderio di unità nei contesti cattolici e ortodossi: tutti aspirano non solamente alla unificazione delle date delle feste religiose ma bensì alla unificazione più grande, quella dei cristiani. Troviamo ancora qualche ostacolo e problema, ma speriamo di risolverli nel futuro. Credo che non esista un cattolico o un ortodosso che non abbia il desiderio di vedere un riavvicinamento tra le Chiese, e quello di trovare una data comune per celebrare Pasqua e Natale. Preghiamo Dio che illumini gli spiriti e i cuori per arrivare a questa meta. Apprezziamo la posizione di papa Francesco che invita a trovare una data comune per la Pasqua. Nella Chiesa Ortodossa, c’è una tradizione che risale ai primi concili ecumenici. E così per introdurre un cambiamento o una modifica a questa tradizione è necessario che sia presa da un Concilio ortodosso che includa tutti i capi delle Chiese Ortodosse del mondo.

– A suo avviso, perché è stata scelta proprio l’isola di Cuba come luogo dell’incontro?

Penso che il luogo dell’incontro sia simbolico. Intanto, l’incontro ha coinciso con una visita pastorale di papa Francesco nel Sud America e una visita pastorale del patriarca Cirillo in America Latina e altri paesi. Poi, Cuba è stata, in certa misura e in certe fasi della storia, contraria alla Chiesa e manteneva tensioni contro il Vaticano e i capi religiosi in generale. Il fatto che l’incontro tra il Papa e il Patriarca abbia avuto luogo a Cuba, tra l’America del Nord e quella del Sud, indica che Cuba sta lasciando a poco a poco il suo ateismo e il suo rifiuto della religione. Indica anche che quel Paese riprende in considerazione i suoi valori etici e religiosi. Questo incontro non sarebbe stato possibile senza una stretta collaborazione con Cuba e i suoi capi politici. A un certo punto della storia ci sono state anche molte tensioni tra Cuba e taluni paesi, così la scelta di questo luogo potrebbe corrispondere a un desiderio della Chiesa di appianare le tensioni per promuovere l’apertura, l’amore e il dialogo tra questi paesi.

Come ho già detto, Cuba rappresenta un ponte tra l’America del Nord e quella del Sud, questo incontro potrebbe costruire un ponte tra le Chiese Cattolica e Ortodossa. Per tutto il primo millennio, prima dello scisma, siamo stati una sola Chiesa. Quando parliamo dei primi mille anni della nostra storia parliamo di una eredità comune di fede e di tradizione. Questo incontro è un primo passo verso la restaurazione dell’unità. Al presente, forse, i nostri passi non sono uniti, ma un incontro di questo tipo incoraggia l’amore tra le Chiese a dispetto degli ostacoli.

Per di più, la dichiarazione finale mette l’accento non solo sulle relazioni tra le due Chiese ma anche sui valori che condividiamo, come quello della famiglia, del matrimonio e sui nostri valori etici in generale. Ho seguito questo incontro con la più grande attenzione e sono stato particolarmente colpito dall’amore puro che lega i cuori di papa Francesco e del patriarca Cirillo, dal loro desiderio sincero di costruire ponti tra le due Chiese di Roma e di Russia. Speriamo che altri simili incontri abbiano luogo in futuro, poiché ai nostri giorni i cristiani sono perseguitati in Medio Oriente e certi paesi hanno abbandonato i loro valori e i loro principi cristiani. Penso che incontri come quello di Cuba non siano solamente un lusso intellettuale ma corrispondano a un bisogno cruciale di rinforzare e nutrire i nostri valori.

A cura di Saher Kawas