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Pubblicato il 1 Mar 2016 in Attualità locale, Politica e società, Slide

Mons. Shomali: “Nulla ci impedisce di continuare a sognare la riconciliazione”

Mons. Shomali: “Nulla ci impedisce di continuare a sognare la riconciliazione”

ROMA – Nel quadro di una Conferenza ecumenica internazionale, svoltasi a Roma dal 24 al 26 febbraio 2016, mons. Shomali, Vicario patriarcale per Gerusalemme e la Palestina, è intervenuto sull’impatto della religione circa il conflitto israelo-palestinese e sul ruolo del dialogo interreligioso nel processo di pace.

L’evento è stato organizzato dalla Conferenza Episcopale Tedesca e dal Dipartimento di Politica Internazionale e Studio dei Conflitti dell’Università di Monaco. Per l’occasione sono stati invitati rappresentanti di primo piano delle Chiese dei paesi arabi oltre a universitari della regione, specialisti dell’argomento, venuti dalla Terra Santa, dal Libano, dall’Egitto, dai paesi del Golfo, dalla Siria e dall’Iraq.

La conferenza in inglese e in arabo, dal titolo “Cristiani, Chiese Cristiane e religioni in un Medio Oriente in cambiamento”, ha riflettuto sui Cristiani, minoranza religiosa particolarmente importante e significativa, nei paesi arabi musulmani.

Cinque anni dopo le insurrezioni nei paesi arabi del Medio Oriente, la regione è in preda a un grande travaglio sia sul piano politico che su quello economico e culturale. Una situazione difficile che colpisce in pieno le minoranze etnico-nazionali e religiose. I vari relatori hanno ricordato come la religione cristiana, nata in Medio Oriente, ha contribuito strutturare per duemila anni, il tessuto sociale, economico e culturale della regione.

La conferenza ha inoltre fatto il punto sui cambiamenti introdotti dalle Chiese cristiane di questi paesi, di fronte alla doppia sfida della globalizzazione e delle rivolte arabe.

Con le sue parole, mons. Shomali è intervenuto sul carattere pluriconfessionale del Medio Oriente, e in particolare sulle relazioni tra ebrei, cristiani e musulmani e la loro convivenza nella città che cristallizza tutte le divergenze politiche e religiose: Gerusalemme. “Città Santa per le tre religioni, Gerusalemme è oggetto di racconti contrastanti e persino contraddittori per quanto riguarda la sua geografia e la sua storia. Al Aqsa o il Monte del Tempio, la città stessa e perfino le sue porte: questi luoghi sono citati e raccontati in modo diverso da Ebrei e Musulmani “. Queste differenze religiose hanno un impatto diretto sulla politica e sul conflitto che lacera i due popoli, israeliano e palestinese, ciascuno con la propria lettura degli avvenimenti.

Mons. Shomali ha riaffermato l’importanza del dialogo interreligioso per promuovere la pace. “Con i musulmani, abbiamo la medesima lingua, condividiamo la stessa storia, la stessa cultura, viviamo e soffriamo insieme, e condividiamo le stesse aspirazioni” ha sottolineato il Vescovo di Gerusalemme, peraltro preoccupato dalla “Islamizzazione del Medio Oriente e dallo sviluppo di un Islam politico che cerca di soffocare la libertà religiosa”. Il Vescovo ha riferito anche dei progressi del dialogo giudeo-cristiano a partire dalla Nostra Aetate e dalle “radici bibliche comuni” che Cristiani ed Ebrei condividono.

“La religione fa parte del conflitto e quindi dovrà far parte della sua soluzione” ha osservato ancora mons. Shomali, riguardo al ruolo dei capi religiosi nel processo di pace.

“Chi avrebbe potuto prevedere, dopo due guerre mondiali, che i paesi europei si sarebbero uniti per creare la Comunità europea? Chi avrebbe potuto prevedere la fine del comunismo in Europa, nella maggior parte dei casi senza spargimenti di sangue? Chi avrebbe potuto prevedere che Sadat avrebbe visitato Gerusalemme e Begin si sarebbe ritirato dal Sinai? – ha domandato, concludendo, il Vescovo di Gerusalemme – Così, nulla ci impedisce di continuare a sognare una riconciliazione tra Israeliani e Palestinesi e sognare una pace che regnerà su Gerusalemme. Sognare una Città Santa aperta alle tre religioni abramitiche, capitale politica dei due popoli di Terra Santa “.

Myriam Ambroselli