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Pubblicato il 8 Mar 2016 in Approfondimenti, Pubblicazioni, Slide

«La terra, la Bibbia e la storia» di p. David Neuhaus e p. Alain Marchadour

«La terra, la Bibbia e la storia» di p. David Neuhaus e p. Alain Marchadour

 

TERRA SANTA – Vi presentiamo il libro di padre David Neuhaus e don Alain Marchadour sulla storia della Terra Santa attraverso le Scritture e altri testi scelti, che ci permette di comprendere meglio questa terra biblica e il conflitto che la dilania.

Fonte: Chrétiens de la Méditerranée

Titolo : La terre, la Bible et l’histoire
Sotto titolo: «Vers le pays que je te ferai voir…»
Autori: Alain Marchadour et David Neuhaus ; prefazione del cardinale Carlo Maria Martini, S.J.
Editore: Paris: Bayard, 2010
Collezione: Histoire des religions. pp. 367 € 23.

Nel gennaio 2008, Regis Debray pubblicò l’affascinante storia della sua permanenza in Palestina-Israele, dal suggestivo titolo: Un innocente in Terra Santa.

Due anni più tardi, non sono due “innocenti” di passaggio ad analizzare la Storia della Terra Santa, ma due residenti a Gerusalemme da lunga data. Sono due biblisti e storici di professione, impegnati in questa terra martoriata da un conflitto senza fine. Alain Marchadour [1] e David Neuhaus [2] ci parlano di questa terra, attraverso la Bibbia e la storia, una storia affascinante lunga tremila anni. Seguendo «come un filo rosso, il tema della terra, sia nella sua lettura testuale, teologica e spirituale sia nella sua collocazione nella storia della Chiesa, fino alla società di oggi» (p. 307). In altre parole, l’approccio dei due autori è quello di trovare «dalla Bibbia, il senso della terra» (p. 321).

Un libro indispensabile per tutti coloro che desiderano illuminare il loro sguardo sulle realtà etniche, politiche e religiose di questa terra, a volte denominata santa a volte promessa. Ci offrono una vera e propria antologia di testi biblici, patristici, ecclesiastici e politici, come pietre miliari nella storia travagliata di questo territorio con la sua capitale Gerusalemme, rivendicata come “luogo sacro” per ebrei, cristiani e musulmani. Non esitano ad avvicinarsi ai periodi più bui delle conquiste, dei Crociate, delle diverse occupazioni, fino alla nascita del sionismo che ha portato alla creazione dello Stato di Israele nel 1948.

Gli autori non mancano di denunciare la responsabilità della Chiesa, il cui antigiudaismo fu la causa di tante disgrazie del popolo ebraico fino alla tragedia della Shoah, prima del pentimento tardivo avvento con il Vaticano II [3]. Estendono la loro indagine anche all’attuale conflitto tra Israele e Palestina il cui territorio è occupato o confiscato dall’espansione degli insediamenti ebraici … «tragedia per il popolo palestinese!» (p. 212).

Occorre porre particolare attenzione alle pagine intitolate Le thème de la terre et la critique biblique (pp. 216-231) e a quelle su L’impasse du fondamentalisme (pp. 323-329). Esse sono in qualche modo, l’ultimo avvertimento degli autori prima della conclusione del libro. In effetti, «senza smettere di essere la Parola di Dio, la Bibbia è anche un libro umano» (p. 218). Da qui la necessità della critica e dell’interpretazione dei testi oltre alla loro necessaria reinterpretazione (p. 229).

«È sempre più condiviso dalla critica che la stesura della Bibbia, e in particolare del Pentateuco, è avvenuta relativamente tardi, durante e dopo l’esilio [in Babilonia (587-538) e si tratta] di una rilettura della storia della salvezza. La lettura del passato è stata quindi oggetto di ricostruzione, al punto che è difficile, se non impossibile, ricostruire gli eventi del passato. Ciò vale soprattutto per le narrazioni patriarcali, così decisivo proprio per l’evoluzione delle promesse della terra» (p. 220). «Mentre si può comprendere la pretesa politica degli ebrei ad avere una terra, diverso è giustificarla teologicamente [4]».

I nostri ringraziamenti vanno ai due autori, attori di pace che ci consegnano un’inchiesta, riccamente documentata, di una storia che si prolunga in una dolorosa attualità.

Michel Saillard [5]

[1] Alain Marchadour, religioso assunzionista, ha diretto il santuario di San Pietro in Gallicantu dal 1999-2011, dopo essere stato Decano della Facoltà di Teologia di Tolosa. Ha pubblicato numerosi libri di studi biblici.

[2] David Neuhaus, gesuita, figlio di immigrati ebrei tedeschi in Sud Africa nel 1936. Giunto in Israele a 15 anni è diventato cittadino israeliano. Ha compiuto studi in Scienze politiche presso l’Università Ebraica di Gerusalemme, e all’età di 26 anni ha chiesto di essere battezzato in seno alla Chiesa cattolica. È poi entrato nella Compagnia di Gesù. Dopo gli studi teologici e biblici negli Stati Uniti, a Roma e al Centre Sèvres di Parigi, è tornato in Israele. Lavora al servizio della pace e degli immigrati. È vicario generale per la comunità di lingua ebraica del Patriarcato latino.

[3] Cf. Dichiarazione promulgata il 28/10/1965: Nostra Aetate, Articolo 4: La religione ebraica. Si veda anche il pentimento dei vescovi di Francia, a Drancy, il 30/09/1997, e in diverse occasioni, il Papa Giovanni Paolo II: 12/03/2000 e durante il suo viaggio in Israele (20-26/03/2000).

[4] Cf. David Neuhaus a La Croix, 25-26/04/2015: Cristo ha trasformato il concetto di terra.

[5] Michel Saillard, biblista ed ex-presidente del Catholic Relief Services, invitato alla Conferenza cattolica dei battezzati francofoni, a Lione il 24/06/2015, ha trattato il tema: Terra Promessa: Quale promessa?