Pages Menu
Categories Menu

Pubblicato il 10 Mar 2016 in Giubileo della Misericordia, Slide

La Porta Santa, simbolo del Giubileo della Misericordia

La Porta Santa, simbolo del Giubileo della Misericordia

TERRA SANTA – L’8 dicembre 2015, papa Francesco ha inaugurato l’Anno della Misericordia, con l’apertura della Porta Santa nella Basilica di San Pietro a Roma. A Gerusalemme, il Patriarca latino mons. Fouad Twal ha aperto, a sua volta, la Porta Santa nella Basilica del Getsemani. Vi proponiamo la Storia di questo simbolo e il significato che esso riveste nel Giubileo della Misericordia.

La tradizione della Porta Santa risale al XV secolo, quando papa Martino V nel 1423 aprì la prima Porta Santa, in Roma, quella della Basilica di San Giovanni in Laterano. I suoi successori continuarono la tradizione, e la estesero alle quattro Basiliche Maggiori romane (San Giovanni in Laterano, San Pietro in Vaticano, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le Mura). Papa Alessandro VI aprì la prima Porta Santa in San Pietro nel 1499. Secondo la tradizione, poiché la Porta Santa alla chiusura veniva fatta murare con la costruzione di un muro, la cui prima pietra veniva posta dal Pontefice, quest’ultimo – fino all’Anno Santo del 1975, durante la cerimonia di apertura – doveva servirsi di un martello per avviarne l’apertura. Solo a partire dal Giubileo del 2000 il Papa, dopo la rituale preghiera, la apre spingendo semplicemente i battenti della porta, ed entra solennemente nella basilica.

Apertura della Porta Santa nella Basilica di San Pietro a Roma 8 dicembre 2015 

Il simbolismo della Porta Santa

Le porte sante si aprono ogni 25 anni (in precedenza ogni 33 anni) in occasione degli Anni Santi, salvo eccezioni. Un’opportunità per tutti i cattolici di rinnovare la loro fede, attraverso cerimonie speciali, e di ricevere grazie particolari ed indulgenze.

Papa Giovanni Paolo II ha riassunto il simbolismo della Porta Santa come «un passaggio che ogni cristiano è chiamato a svolgere dal peccato alla grazia. Passare attraverso questa porta significa confessare che Gesù Cristo è il Signore, e rafforzare la fede in Lui per vivere la vita nuova che Lui ci ha dato. Si tratta di una decisione che presuppone la libertà di scelta e anche il coraggio di rinunciare a qualcosa, sapendo che si acquisisce la vita divina».

Dalla «Porta Santa» alla «Porta Santa della Misericordia»

L’Anno Santo 2015-2016 è detto “straordinario”: esso infatti vieni indetto prima dello scadere dei 25 anni, ma a soli 15 dal Grande Giubileo dell’Anno 2000. Il Giubileo straordinario, annunciato da papa Francesco il 13 marzo 2015, cade nel cinquantesimo anniversario del Concilio Vaticano II, e attraverso di esso, il Santo Padre esorta tutti i cristiani ad approfondire ulteriormente i cambiamenti proposti dal Concilio.

Il Papa invita tutti i cristiani a sperimentare la misericordia di Dio durante l’Anno Santo: «In questa festa dell’Immacolata Concezione, ho la gioia di aprire la Porta Santa. In questa occasione, sarà la porta della misericordia, passando dalla quale chiunque sarà in grado di sperimentare l’amore di Dio che consola, perdona, e dà speranza (…). Lasciamoci abbracciare dalla misericordia di Dio, e impegniamoci ad essere misericordiosi con gli altri come il Padre lo è con noi».(1)

Vivere l’Anno della Misericordia in Terra Santa

Il Patriarca latino di Gerusalemme, mons. Fouad Twal ha aperto in Terra Santa cinque porte della Misericordia. La prima quella della Basilica del Getsemani a Gerusalemme, il luogo dell’Agonia di Gesù: «Entrare da questa porta significa per noi qui in Terra Santa in modo particolare, uscire da un mondo, quello della violenza, della morte e del peccato per entrare in un altro mondo: entrare nel mondo della misericordia e del perdono. Per noi in Terra Santa, in questo luogo unico dell’agonia del Signore, c’è un forte significato per noi e per il mondo. Questo è il posto migliore per rappresentare questo passaggio da un mondo all’altro», ha detto nell’intervista rilasciata al Christian Media Center quando si è aperta la porta del Getsemani.

Il Patriarca Twal ha anche solennemente aperto altre quattro porte, quella della Basilica dell’Annunciazione a Nazareth, della chiesa di Santa Caterina a Betlemme, della chiesa della Sacra Famiglia a Gaza e quella del santuario della Madonna del Monte Anjara in Giordania.

Nella sua lettera pastorale per l’Anno della Misericordia, il Patriarca ha chiamato i fedeli della Terra Santa a godere appieno delle grazie che si possono ricevere durante questo Anno Santo: «Impregniamoci della spiritualità di questo anno giubilare e chiediamo al Padre celeste la remissione dei nostri peccati e il perdono. Che la Sua misericordia riempia la nostra vita privata e pubblica, ecclesiale e civile, familiare e sociale, divenendo un segno della misericordia di Dio in tutte le aree della nostra vita».

Thomas Charriere
Foto: la Porta Santa nella Basilica del Getsemani – Gerusalemme © LPJ

(1) Bolla di indizione del Giubileo della Misericordia – Papa Francesco