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Pubblicato il 12 Apr 2016 in Diocesi, Scuole, Slide

La Rete Barnabé: tessere dei collegamenti tra le scuole francesi  e quelle di Terra Santa

La Rete Barnabé: tessere dei collegamenti tra le scuole francesi e quelle di Terra Santa

TERRA SANTA – La Rete Barnabé crea dei collegamenti tra le scuole francesi e quelle di Terra Santa. Nel 2017 festeggerà i suoi 10 anni di vita. I membri della Rete organizzano ogni anno dei campi estivi nelle scuole cristiane di Terra Santa, per permettere agli alunni di esercitarsi nel francese. Intervista ad Alice de Rambuteau, animatrice in seno alla Rete.

 La Rete Barnabé (Réseau Barnabé) è stata fondata alla fine del 2006 in risposta all’appello del Consolato Generale di Francia a Gerusalemme, per promuovere gli scambi tra gli istituti scolastici in Terra Santa e quelli francesi. Dai suoi inizi, la Rete Barnabé ha organizzato numerosi scambi e viaggi di istruzione, permettendo a numerosi istituti francesi di scoprire la situazione della Terra Santa.

In cosa consiste la missione della Rete Barnabé?

La Rete Barnabé è una piattaforma che mette in collegamento gli istituti di istruzione cattolici in Francia e le scuole cristiane in Terra Santa, consentendo loro scambi riguardo il francese, il suo insegnamento, la sua diffusione… All’interno della Rete, ciascuno è autonomo nell’assumere iniziative e realizzare progetti. Grazie alla condivisione delle informazioni, viene assicurata la complementarietà e si accumula esperienza. Questa visibilità fa conoscere la vita delle scuole cristiane in Terra Santa e stimola nuovi impegni per sostenervi l’insegnamento del francese. Lavoriamo in collaborazione col servizio culturale del Consolato  generale di Francia a Gerusalemme.

Come si concretizza la vostra missione?

Questa missione si articola su tre assi:

– L’educazione, mediante l’uso quotidiano del francese in occasione dei campi estivi nelle scuole, coi giochi, lo sport, piccole rappresentazioni teatrali, ecc. È questa l’occasione perché ciascuno scopra un’altra cultura, senza le rigidità dell’insegnamento tradizionale.

– La collaborazione tra insegnanti, in occasione degli scambi scolari, talvolta con dei viaggi. Ogni partenariato ha sue proprie caratteristiche come: concorsi fotografici, conversazioni su Skype, lo studio congiunto di un testo o, per esempio, la creazione di un libro di cucina franco-palestinese. Il che favorisce la comunicazione tra tutti.

– la formazione degli insegnanti, con incontri e scambi di esperienze didattiche tra gli insegnanti stessi o tra i responsabili degli istituti sia in Francia che in Terra Santa.

Si vedono i frutti di questa collaborazione tra le differenti scuole? Sono scambi durevoli nel tempo?

Le richieste di campi estivi, di partenariato, di formazione sono in aumento costante, questi sono al momento i risultati più evidenti. Riceviamo regolarmente testimonianze e incoraggiamenti, come ad esempio quello recente di Mariana che ha voluto dirci come il suo eccellente livello in francese non sarebbe stato raggiunto senza l’incoraggiamento trovato nella sua scuola. Oppure quello di Nahila, direttrice di una scuola melchita a Ramallah, che ha constatato l’aggiornamento delle pratiche didattiche dei suoi insegnanti grazie all’osservazione dei metodi dei loro colleghi francesi.

Abbiamo anche visto come la continuità della presenza degli operatori della Rete Barnabé lungo gli anni, rafforzi qualitativamente la loro relazione. È innegabile che il comportamento degli insegnanti in Terra Santa, pieno di benevolenza e incoraggiamento nei confronti degli allievi,  impressioni gli insegnanti francesi quando rendono loro visita:  la correttezza e l’umanità nelle relazioni, il rispetto assoluto dell’allievo, il contesto difficile nel quale esercitano la loro professione e la loro attenzione all’utilizzo di termini giusti e moderati riguardo al conflitto, tornano spesso negli elogi che i professori francesi fanno dei loro colleghi. Tutto ciò ha dei riflessi positivi nell’evoluzione del loro metodo di insegnamento una volta tornati in Francia.

Voi organizzate ogni anno un campo estivo. Quale ne è l’obiettivo? Quali le necessità nell’organizzazione del campo?

Noi sosteniamo campi estivi a Beit Jala, Ramallah, Nablus e altrove, permettendo agli allievi di scoprire che l’utilizzo del francese va ben oltre gli elenchi di parole e le regole grammaticali… i ragazzi trascorrono una dozzina di giorni a giocare, cantare, fare sport o teatro in francese. Si creano dei legami, aumenta il desiderio di comunicare e si creano situazioni di scambio nella nostra lingua. Inoltre, è una opportunità unica di incontri e scoperta per i francesi che animano queste attività. Il loro gruppo è in forte espansione!

C’è qualche progetto per il decennale della Rete Barnabé l’anno prossimo?

Effettivamente stiamo progettando un viaggio di studio per gli operatori francesi della Rete Barnabé, con lo scopo di incontrare i loro omologhi in Terra Santa. Sarà sulla direttrice del nostro desiderio di immaginare nuove tecniche, custodendo il collegamenti fedelmente, e rinnovarci nelle scoperte.

Cercheremo anche di aiutare i giovani francesi che vengono in Terra Santa a scoprire la complessità e la diversità del paese. Andando alla ricerca della pace. Quali che siano i contesti nei quali essi si trovano.

Intervista a cura di Thomas  Charrière