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Pubblicato il 14 Apr 2016 in Carità, Diocesi, Slide

Il centro “Nostra Signora del Valore”: un’oasi per i migranti

Il centro “Nostra Signora del Valore”: un’oasi per i migranti

TEL AVIV – Il centro “Nostra Signora del Valore”, istituito nel febbraio del 2014 a sud di Tel Aviv, consente alle comunità di migranti di incontrarsi per praticare la loro fede e beneficiare delle numerose attività pastorali che vi vengono proposte. Rendendo il Centro uno dei principali spazi di intervento della Pastorale per i Migranti, padre David Neuhaus offre loro una vera e propria oasi dove trovare conforto spirituale, formazione e aiuto sociale.

Il centro “Nostra Signora del Valore”: luogo di vita spirituale

In questo complesso, nel cuore del quartiere confinante con la stazione centrale di Tel Aviv, si concentrano la maggior parte delle attività della Pastorale dei migranti. L’edificio più grande, il cui restauro è stato fatto nel 2014, accoglie la chiesa, che aiuta a sostenere la vita spirituale, sacramentale e religiosa di molti parrocchiani. Sono infatti in diverse centinaia o addirittura diverse migliaia, ad aver eletto la “Nostra Signora del Valore” come la loro parrocchia: tra venerdì sera e domenica mattina si celebrano sette messe festive, ciascuna delle quali partecipata da circa 400 fedeli. Dopo la Messa i fedeli si riuniscono per un pasto conviviale, per non perdere l’opportunità di condividere la loro vita quotidiana con gli amici e gli altri membri della comunità.

Filippini, indiani, eritrei, cingalese e sudanesi, tutti giungono per trovare un posto di conforto spirituale. Il Centro offre anche un corso di formazione e di istruzione per i loro figli, che seguono il catechismo in lingua ebraica, lingua che parlano e che hanno appreso a leggere e scrivere a scuola. Loro possono anche prepararsi ai sacramenti: 50 bambini faranno la Prima comunione, e 25 riceveranno la Cresima. Conclusi i sei anni di catechismo, alcuni continueranno a frequentare il Centro di “Nostra Signora del Valore” e a partecipare alle attività del gruppo di giovani che si stanno costruendo a poco a poco. Presto anche loro avranno un locale solo per loro nel quale potranno riunirsi insieme.

Posto di aiuto concreto e su misura per le esigenze dei migranti

Il centro “Nostra Signora del Valore” è soprattutto un luogo in cui reali sfide sociali sono affrontate quotidianamente, permettendo ai migranti di trovare una vita più dignitosa. Per fornire adeguata assistenza, padre David Neuhaus, Vicario patriarcale latino e coordinatore della Pastorale per i Migranti, ci spiega di aver visitato le ONG che lavorano con i migranti chiedendo loro come la Chiesa possa sostenere il loro lavoro. Le risposte ricevute hanno dato avvio in particolare alle seguenti iniziative:

  • la creazione di asili nido per i bambini sotto i tre anni. Nel mese di settembre 2014, erano stati sei i bambini accolti nel Centro; ora ce ne sono 51, accompagnati da una decina di persone.
  • l’apertura di una sala per accogliere i pazienti in convalescenza nella casa “San Giuseppe”, accanto al palazzo dove si trova la chiesa. Questo costituisce una risposta a un reale problema affrontato da alcuni migranti: senza sicurezza sociale, se sono supportati in caso di malattie gravi, una volta fuori, si trovano per la strada, senza lavoro, senza casa e senza aiuto. Le ONG sono alla ricerca di case di convalescenza per accoglierli. Il Centro “Nostra Signora del Valore” mira pertanto a rispondere a questa esigenza: una madre malata di cancro è attualmente ospitata per tre settimane insieme alla sua piccola figlia di 4 anni.

Il centro “Nostra Signora del Valore”: un luogo dinamico nel cuore dell’attualità nella vita della Chiesa

Padre Mako che giunge dalle Filippine, in missione per tre anni, è attualmente parroco e direttore del Centro “Nostra Signora del Valore”. Oltre a gestire la coordinazione di attività diverse, come la manutenzione e le relazioni tra i cappellani, gli assistenti sociali e le altre persone che vi lavorano, lui è parroco dei più poveri tra i poveri. Si è fatto ideatore di diverse iniziative, tra cui la raccolta di bottiglie a rendere, per cui «ogni parrocchiano porta indietro le bottiglie vuote, e il denaro ricevuto in cambio serve per la carità della parrocchia». Padre Mako sente di dover dare particolare importanza ad animare l’Anno della Misericordia, voluto da papa Francesco. Si è fatto, perciò, promotore di due pellegrinaggi organizzati per permettere ai suoi parrocchiani di attraversare le Porte della Misericordia, quella di Betlemme e quella di Gerusalemme, e «per consentire loro di sperimentare la misericordia e l’amore di Dio». Inoltre padre Mako ha invitato ciascuno dei suoi parrocchiani a prendere l’impegno personale di eseguire fedelmente durante tutto l’anno un’opera di misericordia corporale.

Calixte des Lauriers
Foto: © LPJ / Thomas Charriere

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