Pages Menu
Categories Menu

Pubblicato il 21 Apr 2016 in Carità, Diocesi, Giubileo della Misericordia, Slide

Nidi su misura per i figli dei migranti

Nidi su misura per i figli dei migranti

TEL AVIV – Dal settembre 2014, la Pastorale dei migranti e il Vicariato “Saint Jacques” si sono uniti per consentire ai bambini dei rifugiati e dei richiedenti asili – sotto i tre anni di età – di avere un’accoglienza dignitosa, quando i genitori si trovano al lavoro.

Se lo Stato di Israele accoglie i bambini dei rifugiati nelle scuole statali, non vi è però alcuna struttura governativa progettata per ospitare i bambini al di sotto dei tre anni. Questa mancanza di infrastrutture ha portato alla proliferazione di nidi inospitali, in cui decine di bambini di rifugiati e richiedenti asilo vengono riuniti in appartamenti affollati e in condizioni sanitarie disastrose, mentre i genitori si allontanano per lavorare e provvedere ai bisogni della famiglia. Nel 2015, cinque bambini hanno trovato la morte in questi posti “selvaggi”, chiamati anche «garage per bambini», vittime delle condizioni assai precarie in cui sono tenuti.

La Pastorale dei migranti ha voluto trovare una soluzione per risolvere – almeno in parte – questo problema. A Gerusalemme, una scuola materna su un modello classico accoglie ogni giorno 22 bambini. A Tel Aviv, l’entità della domanda ha portato padre David Neuhaus e il suo team ad impostare un altro sistema di ospitalità per questi piccoli. In collaborazione con UNITAF, una ONG che sviluppa delle unità di accoglienza per infanti, il centro di “Nostra Signora del Valore” ha adottato l’idea di Aliza Olmert che offre ai piccoli ospiti di essere accolti in un ambiente piacevole, adeguato e sicuro.

Fino ad oggi, quotidianamente, dalle 7 alle 18, 52 bambini sono curati dalle donne migranti. Il coordinamento della Pastorale dà a ciascuna la responsabilità di 6 bambini. La maggior parte dei bambini è eritrea, gli altri appartengono alla comunità filippina, sudanese, indiana e cingalese. Sono ospitati e ricevono una particolare attenzione anche due bambini autistici e un bambino con sindrome di Down.

Le unità di accoglienza sono ripartite in quattro sedi: il centro di “Nostra Signora del Valore”, la casa di San Giuseppe, e due appartamenti affittati nel quartiere. Due nuovi appartamenti ospiteranno ancora una dozzina di bambini nei prossimi mesi. Questo sistema permette alle madri di ricevere una retribuzione, e, talvolta, anche un piccolo alloggio: migliorano così sia le cure ricevute dai bambini sia le condizioni di vita delle persone che lavorano all’interno della struttura. Kiflom, dall’Eritrea, padre di una bambina e un bambino, vive nella casa in cui i bambini vengono accolti nella comunità. Sua moglie è responsabile di sei di loro. Egli dice: «Per capire la differenza, bisogna vedere in che condizioni i nostri figli sono in genere tenuti. 40 o 50 bambini nello stesso posto, mentre qui una persona ne accudisce 6. È molto diverso, perché noi non lavoriamo per il profitto, e i bambini della comunità riceviamo tutto quanto il necessario».

Tutti i nidi si trovano sotto la supervisione di suor Dinesha, una cingalese esperta in educazione degli infanti. Anche la presenza di Caterina, un’assistente sociale della Pastorale dei migranti, consente a ciascuno di ricevere l’aiuto e il supporto necessari per il corretto funzionamento dei centri di accoglienza.

Calixte des Lauriers
Foto: CPAM Tel Aviv © LPJ / Thomas Charrière

DSC_0079.jpgDSC_0033.jpgDSC_0032.jpgDSC_0037.jpgDSC_0039.jpgDSC_0046.jpgDSC_0072.jpgDSC_0055.jpgDSC_0055.jpgDSC_0061.jpgDSC_0186.jpgDSC_0028.jpg