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Pubblicato il 27 Apr 2016 in Patriarca, Slide, Viaggi FT

Il Patriarca Twal ad Atlanta: “Il governo americano non può esimersi dal trovare una soluzione”

Il Patriarca Twal ad Atlanta: “Il governo americano non può esimersi dal trovare una soluzione”

STATI UNITI – Il 19 aprile, presso il Centro Carter di Atlanta si è svolto il Summit di Atlanta delle Chiese degli Stati Uniti e di Terra Santa. Il congresso dal titolo: “Cercare la pace e rafforzarne la presenza” è stato coordinato dal Comitato superiore della Chiese di Palestina.

Il congresso ha affrontato numerosi problemi relativi alla situazione del popolo palestinese, le difficoltà quotidiane che incontra, in special modo ai check point israeliani che impediscono tra l’altro di avere un libero accesso ai luoghi santi.

Nel suo intervento, Sua Beatitudine Fouad Twal, Patriarca latino di Gerusalemme ha lanciato un appello: “Alla luce di questa tragedia e dell’ingiustizia quotidiana consumata ai danni dei Palestinesi, non permettete che il Governo degli Stati Uniti continui a bloccare la ricerca di una soluzione ma, al contrario, diventate i più grandi difensori della pace”. Poi ha aggiunto: “Una delle nostre sfide principali è quelle di rimanere accanto a tutti coloro che cercano di trovare una soluzione a tutti i problemi che accendono la violenza, i conflitti e la guerra, come la costruzione di nuove colonie. I capi delle Chiese devono avere il coraggio di prendere parola in favore della giustizia e della libertà, tanto per gli ebrei quanto per gli arabi”. Il Patriarca ha anche sottolineato la necessità di condurre questa battaglia in modo che sia coerente con la nostra identità cristiana.

Altra sfida che la Chiesa di Terra Santa deve fronteggiare è quella dell’esodo dei suoi fedeli: si tratta di convincerli a restare e a costruire il loro avvenire in un paese in cui molti di loro si sentono posti ai margini e minacciati. “Questa sfida ci obbliga a essere più creativi e il più efficaci possibile per predisporre delle soluzioni alle domande di formazione professionale, di lavoro e di alloggio”. Il Patriarca ha anche aggiunto: “la Chiesa deve mettere a frutto le energie di tutti gli uomini e di tutte le donne di buona volontà a servizio dell’educazione e della crescita spirituale, politica ed economica, per costruire una cultura di pace e di mutuo rispetto che garantirà un futuro migliore per i nostri figli”.

In una regione dove la costruzione di muri per separare gli uni dagli altri è la regola, la Chiesa apre a tutti le sue porte, senza distinzione di religione, di genere o di nazione. “La nostra Chiesa si deve appoggiare alle relazioni con la Chiesa universale e con le organizzazioni umanitarie e religiose nel mondo per una più grande solidarietà e alzare la voce affinché siano distrutti tutti i muri. Tutte le nostre istituzioni contribuiscono a formare un terreno di incontro e di dialogo per creare una nuova mentalità e una nuova generazione di leader per una società nuova”.

Accanto al Patriarca Fouad hanno partecipato al congresso altri cinque responsabili della Chiesa di Terra Santa: Sua Beatitudine Teofilo III, Patriarca ortodosso di Gerusalemme; padre Ibrahim Faltas, economo della Custodia francescana di Terra Santa; padre George Ayyoub, cancelliere del Patriarcato latino; mons. Munib Yunan, vescovo della Chiesa evangelica luterana in Giordania e Terra Santa; mons. Suheil Dawani, della Chiesa episcopale di Gerusalemme e del Medio Oriente e padre Mitri Raheb, direttore del college Dar Annadwa.

Saher Kawas

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