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Pubblicato il 16 Mag 2016 in Diocesi, Giubileo della Misericordia, Parrocchie in Giordania, Slide

Inaugurazione del «Giardino della Misericordia» dono di papa Francesco

Inaugurazione del «Giardino della Misericordia» dono di papa Francesco

AMMAN – Giovedì, 12 maggio 2016, è stato inaugurato in Giordania il «Giardino della Misericordia» offerto da papa Francesco per aiutare le famiglie di rifugiati iracheni. L’evento ha visto la presenza dell’inviato speciale del Vaticano, mons. Segundo Tejado Muñoz, sottosegretario del Pontificio Consiglio “Cor Unum”, e il patriarca latino mons. Fouad Twal.

Il Giardino della Misericordia è uno dei molti progetti del Centro «Nostra Signora della Pace» di Amman: esso riguarda l’avvio di una fattoria sostenibile per la produzione di vari prodotti alimentari. Un’iniziativa per aiutare i rifugiati, resa possibile grazie a papa Francesco, il cui obiettivo è stato quello di fornire posti di lavoro per i rifugiati iracheni in Giordania e per dare loro una certa autonomia. I profitti della fattoria saranno utilizzati per aiutare non solo i profughi, ma anche, in generale, le persone bisognose.

Iniziativa sostenibile e solidale

La gestione del «Giardino della Misericordia» è affidata alla Caritas Giordania. Il progetto fu annunciato dal suo presidente, il sig. Wael Suleiman, durante l’inaugurazione del Ristorante della Misericordia nel dicembre scorso, in cui spiegava che le condizioni erano mature per lo sviluppo del progetto del Giardino. La Chiesa locale ha infatti offerto 10.000 metri quadrati di terreno coltivabile e 600 alberi di ulivo, che saranno utilizzati per la produzione frutta per marmellate, o di prodotti a base di olive. La fattoria sarà provvista anche di una cucina appositamente costruita per il progetto.

Il Centro «Nostra Signora della Pace» è un’istituzione senza scopo di lucro fondata dal Patriarcato latino nel 2002, dedita ad aiutare le persone con disabilità, a prescindere da religione, nazionalità o etnia. Il Centro offre diversi metodi terapeutici ed educativi per i più piccoli. La Caritas Giordania, che gestisce il sito, è molto presente in Giordania, nel campo del lavoro sociale. L’Associazione conta sulle ambasciate e le organizzazioni internazionali in Giordania per promuovere il progetto e trovare i canali per vendere i propri prodotti anche all’estero. Anche altre aziende agricole sostenibili sono previste nel paese, in particolare a Zarqa e a Furheis. Il presidente Wael Suleiman, lo scorso giovedì sera, ha voluto ricordare gli albori del «Giardino della Misericordia»: «In coordinamento con il Patriarcato latino e la Nunziatura Apostolica e in collaborazione con il Centro Nostra Signora della Pace, abbiamo voluto utilizzare questa sovvenzione per un progetto generatore di reddito al fine di sostenere un certo numero di famiglie giordane e irachene, e per creare posti di lavoro all’interno del Centro Nostra Signora della Pace. Prossimamente si avvierà un altro progetto a Madaba, offerto dal governo francese, che sarà seguito da altri due progetti simili a Zarqa e a Fuheis. L’obiettivo di questi progetti è quello di creare posti di lavoro per aiutare i nostri fratelli iracheni, per aiutarli a vivere con dignità durante il loro soggiorno in Giordania».

La cerimonia di inaugurazione si è svolta alla presenza di mons. Segundo Tejado Muñoz, sottosegretario del Pontificio Consiglio “Cor Unum” e inviato speciale del Santo Padre, di SE mons. Alberto Ortega Martin, Nunzio Apostolico in Giordania e Iraq, SB mons. Fouad Twal, Patriarca latino di Gerusalemme, mons. Maroun Lahham, vicario patriarcale per la Giordania, mons. Elie Haddad, arcivescovo greco melchita di Sidone, e amministratore patriarcale della diocesi greco melchita di Petra e Filadelfia, così come i rappresentanti delle chiese locali. La cerimonia è iniziata con una Messa di ringraziamento presieduta da mons. Fouad Twal, anche per celebrare i tre anni di pontificato di papa Francesco, e si è conclusa con la visita alle infrastrutture dell’azienda sostenibile.

Un’opera di misericordia

Rivolgendosi alla comunità dopo il Vangelo, il Patriarca mons. Fouad Twal ha ricordato il profondo legame tra l’anno della Misericordia e la vocazione di questa fattoria: «Ringraziamo Dio per l’anno della misericordia, in cui siamo invitati ad adottare la “cultura della Misericordia” nel mondo di oggi, nella nostra regione esausta per la violenza contro il fanatismo religioso cieco e la mancanza di amore e di giustizia. (…) Il Giardino della Misericordia è stato creato per servire i poveri e i bisognosi, come per servire i rifugiati iracheni che sono venuti da noi con Gesù, per Gesù e da Gesù. Essi possono trovare la gioia nella risurrezione di Cristo, e il loro ritorno alle loro case. (…) Ci auguriamo che questo giardino può dare i suoi frutti, fornendo sostegno alle famiglie in difficoltà, e imploriamo la Madonna della Pace, Maria, in questo mese benedetto. Lei è la madre della Misericordia, che continua a prendersi cura dei suoi figli, di generazione in generazione». Il Patriarca ha anche ringraziato papa Francesco, che generosamente ha offerto il giardino: «Viviamo ancora l’Anno della Misericordia. La Chiesa ci chiede di metterlo in pratica aiutando di più gli altri, servendo di più, pregando per l’altro, e sostenendoci spiritualmente, lodando Dio e lavorando per la riconciliazione tra i popoli. Fratelli e sorelle, siamo qui riuniti stasera per ringraziare il Signore per questo messaggio di amore e di pace, che papa Francesco ha seminato nei vasti campi del mondo, in un momento in cui chiede al mondo di partecipare alla distribuzione della Misericordia e chiede di praticare di solidarietà tra i popoli. (…) Ringraziamo ancora Sua Santità il Papa, soprattutto oggi perché ci ha permesso di realizzare questo grande progetto sul terreno del Centro Nostra Signora della Pace, un centro di guarigione, di amore e preghiera».

Il progetto è stato finanziato da un dono del Santo Padre attraverso il Pontificio Consiglio “Cor Unum” e della Cultura e con l’aiuto dei contributi dei donatori presso il Padiglione Santa Sede all’Esposizione Universale di Milano 2015. La Caritas Giordania e la Nunziatura Apostolica di Amman sperano che progetti simili si schiudono presto nella periferia della capitale, dove molti iracheni hanno trovato rifugio.

Thomas Charriere

Foto: abouna.org