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Pubblicato il 25 Mag 2016 in Attualità locale, Patriarca, Politica e società, Slide

Il Primo Ministro francese Manuel Valls incontra il Patriarca Fouad Twal

Il Primo Ministro francese Manuel Valls incontra il Patriarca Fouad Twal

GERUSALEMME – Lunedì 23 maggio 2016, il Primo Ministro francese, Manuel Valls, attualmente in visita in Israele e Palestina, si è recato presso il Patriarcato latino di Gerusalemme e con la sua delegazione ha incontrato il Patriarca mons. Twal, per condividere con lui le iniziative francesi di riavvio del processo di pace israelo-palestinese.

L’incontro del Primo Ministro con il Patriarca ha avuto luogo nel quadro della sua visita ufficiale in Israele e nei Territori palestinesi, da sabato 21 a martedì 24 maggio 2016.

L’incontro tra il Primo Ministro e il Patriarca si è svolto in preparazione dell’iniziativa francese che riguarda il processo di pace in Medio Oriente, iniziativa che sarà presto lanciata durante la Conferenza di Parigi del 3 giugno 2016.

Nel suo discorso (testo integrale), il Patriarca mons. Fouad Twal ha accolto con favore «l’iniziativa francese per la pace in Terra Santa e in Medio Oriente… Siamo lieti di vedere la Francia di nuovo attiva sulla scena internazionale per combattere l’estremismo, tutti possiamo esserne vittime», ha assicurato il Patriarca, deplorando il fatto che la Francia è stata «troppo a lungo», «lontana da negoziati internazionali» e anche il «braccio di ferro Kerry-Lavrov».

Commentando la situazione politica nella regione, mons. Twal ha parlato a lungo del conflitto siriano: «La storia ha dimostrato, sia in Iraq che in Libia, che questi interventi militari sono solo un’ulteriore diffusione di morte e distruzione e alimentano l’estremismo in una regione sempre più destabilizzata. (…) La volontà di rovesciare il regime in Siria si è conclusa con un bilancio disastroso, anche se la guerra non è ancora finita. Non si sa chi prenderà il potere dopo questa guerra assurda e sanguinosa, ma può solo causare stordimenti e ansia».

Per quanto riguarda il problema israelo-palestinese, esso è secondo il Patriarca latino: «sempre più centrale». «Ci auguriamo che la Repubblica francese avrà il coraggio di dire ai nostri amici israeliani, nostri fratelli maggiori, la verità per il bene di tutti. Se insieme condanniamo ogni violenza e tutti gli atti di terrorismo contro gli israeliani e nei confronti dei palestinesi, noi condanniamo anche l’uso eccessivo della forza, l’ingiustizia, il Muro di separazione e l’annessione, le espropriazioni ingiuste dei territori e la libertà di movimento e di culto violata». Il Patriarca ha parlato di una «realtà di convivenza, passata e presente» invalidando «l’argomento che il conflitto israelo-palestinese è un conflitto religioso», e sottolineando il ruolo cruciale della «buona volontà dei politici» nella risoluzione di quest’ultimo.

Parlando a sua volta, il Primo Ministro francese Manuel Valls ha sottolineato che «il destino delle comunità cristiane d’Oriente ci riguarda e riguarda la Francia». Manuel Valls ha anche sollevato la questione dei rifugiati e l’esilio dei cristiani sinonimo di «indebolimento della loro presenza, ancora segni di diversità e di moderazione nella regione». Il Primo Ministro non ha mancato di parlare di «atti di terrorismo anti-cristiano commesso da Israele» e il problema delle scuole cristiane nel paese. Ha assicurato il Patriarca del suo desiderio di «perpetuare la partnership storica» con le scuole particolari, i seminari, o attraverso la presenza di volontari francesi nel paese.

Accanto al Patriarca, il Primo Ministro ha assicurato che la Francia è consapevole di avere «ereditato una particolare responsabilità storica», facendo menzione di quaranta comunità cattoliche latine francesi presenti in Terra Santa che godono della protezione della Francia.

L’iniziativa francese «con modestia e pazienza», ha proseguito il Primo Ministro, mira a «riprendere il filo del dialogo tra israeliani e palestinesi». Manuel Valls, che si presenta «amico di Israele», ha ricordato come «la prosecuzione degli insediamenti rovina la creazione di uno Stato palestinese vitale, anche se c’è solo una soluzione: due stati per due popoli».

Alla vigilia della Conferenza di Parigi, il Primo Ministro e il Patriarca hanno riaffermato tutta l’importanza dei negoziati. Il 3 giugno i rappresentanti delle cinque potenze del Consiglio di Sicurezza si riuniranno a Parigi per riavviare i colloqui. Se il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha espresso il suo disaccordo con questa conferenza internazionale, Manuel Valls ha ribadito che essa «comunque avrà luogo» e tenterà di rilanciare un dialogo diretto fra le parti (israeliana e palestinese), superando innanzitutto la loro assenza per uscire dal “vicolo cieco” di un «rapporto tra debole e forte».

Myriam Ambroselli
Foto: © LPJ / Thomas Charriere

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