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Pubblicato il 2 Giu 2016 in Discorsi e interviste FT, Patriarca, Slide, Viaggi FT

Il Patriarca mons. Twal a Lipsia: «Sperare contro ogni speranza»

Il Patriarca mons. Twal a Lipsia: «Sperare contro ogni speranza»

GERMANIA – Intervenendo alla Conferenza della 100ª Giornata del Cattolici a Lipsia, il 28 maggio 2016, il Patriarca mons. Fouad Twal è tornato sulla situazione in Terra Santa: la questione israelo-palestinese, le sue implicazioni internazionali e la missione della Chiesa nel cuore del conflitto.

Mons. Twal è stato quest’anno tra gli ospiti d’onore della 100ª Giornata del Cattolici a Lipsia, in Germania. Una giornata che viene organizzata ogni due anni dal Comitato centrale dei cattolici tedeschi, in cui i partecipanti sono invitati a intervenire a tavole rotonde, convegni, mostre, concerti e Messe, al fine di riflettere su temi religiosi, ma anche sulle attuali sfide politiche nel mondo.

Nel suo discorso, il Patriarca latino di Gerusalemme è ritornato sulla «disperazione» suscitata dall’attuale situazione in Terra Santa e sulla «situazione di stallo», in cui versa il conflitto israelo-palestinese. Molti sono coloro che hanno già «suonato il rintocco funebre della soluzione dei due Stati» a causa dell’«incompetenza palestinese», da una parte, e dall’«arroganza israeliana» d’altra, ha sottolineato mons. Twal.

Il Patriarca ha parlato di «occupazione che priva i palestinesi dei diritti umani – libertà, uguaglianza e autodeterminazione», una situazione dannosa «sia per l’occupante che per l’occupato», e che alimenta una spirale di violenza senza fine, di «resistenza» e di rappresaglie. «I leader israeliani sono riusciti ad associare l’occupazione della Palestina con la guerra contro il terrorismo» ha anche aggiunto il Patriarca, il quale tuttavia ha notato come esistano nella società israeliana «alcuni scrittori coraggiosi che amano abbastanza il loro paese tanto da criticarne le misure e le azioni governative o poliziesche ingiuste».

Ostacolo principale nel conflitto resta la colonizzazione: «In Cisgiordania, è vietato ai palestinesi nel 60% dei casi di sviluppare una fattoria, di costruire un impianto o addirittura di lavorare la propria terra a causa dell’espansione di colonie», ha detto il Patriarca esprimendo rammarico per l’immobilismo della comunità internazionale difronte alla continua ed illegale costruzione di colonie.

Di fronte a questa situazione di immobilità, «l’Europa ha un ruolo decisivo da svolgere – ha detto mons. Twal – come quello, fra l’altro, di far rispettare il diritto internazionale, senza timori o favoritismi».

Nell’anno della Misericordia – ribadisce il Patriarca nell’ultima parte del suo intervento – i cristiani di Terra Santa sono chiamati a «continuare a sperare contro ogni speranza». Le due parti, israeliana e palestinese, devono «cominciare a muoversi verso la verità e la riconciliazione, in un processo di perdono reciproco, riconoscendo la legittimità dell’altro». Il Patriarca ha sollevato l’importanza centrale dell’istruzione nella costruzione di una nuova società: «Da entrambe le parti vanno modificati i programmi e i manuali scolastici, verso un orientamento che si preoccupi di formare all’accoglienza reciproca». Una società in cui «le Chiese della Terra Santa devono contribuire con le loro numerose istituzioni, scuole, ospedali, università, a creare una nuova mentalità e una nuova generazione di leader».

«Gerusalemme deve essere una città di preghiera e di riconciliazione (…) in cui tutti ebrei, cristiani e musulmani dovrebbero godere della libertà di visitare i rispettivi luoghi santi» ha ancora osservato il vescovo di Gerusalemme, prima di concludere: «Richiede più coraggio fare la pace che fare la guerra. Gesù dice: Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore (Gv 14, 27). Con queste parole, possiamo continuare a sperare».

Myriam Ambroselli
Foto : archivio ©LPJ / Thomas Charrière