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Pubblicato il 24 Lug 2016 in Diocesi, Notizie della diocesi, Slide

Diario di viaggio di un palestinese alla GMG di Cracovia

Diario di viaggio di un palestinese alla GMG di Cracovia

POLONIA – Circa 700 giovani della diocesi di Gerusalemme sono partiti, lunedì 18 luglio, per partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù che quest’anno avrà sede a Cracovia in Polonia. Grazie al diario di Giorgio – un nome di fantasia che vuole esprimere le testimonianze e i sentimenti del gruppo – sarà possibile seguire il viaggio dei giovani palestinesi, giorno dopo giorno, dalla loro partenza da Gerusalemme fino alla messa con Papa Francesco.

Estate 2016. Giorgio è il nome di fantasia di un giovane cristiano palestinese di Gerusalemme che partecipa alla GMG 2016, a Cracovia, in Polonia. Egli vive ogni giorno esperienze ricche ed emozionanti che, poco a poco irrobustiscono il suo animo logorato da una vita superficiale caratterizzata da preoccupazioni materiali ed egoiste.

Primo giorno: la partenza (18 luglio 2016, lunedì)

Da Gerusalemme al Ben Gurion.

Niente sonno in questa notte tra il 17 e il 18 luglio. Gli ultimi preparativi per il lungo viaggio di due settimane in Polonia impediscono di dormire…non voglio dimenticare nulla. Comunque non vale la pena coricarsi per un’ora soltanto: la partenza è prevista dal Notre Dame alle due del mattino. L’aereo decollerà alle 7 e 50, stavolta non partiremo da Amman ma dal Ben Gurion a Tel Aviv. Che sia meglio? Le opinioni scambiate tra i partenti fanno sottolineare da parte di qualcuno che al Ben Gurion i palestinesi subiscono un controllo severo.

Con l’alba un piccolo pensiero mi fa rivolgere a Dio, gli chiedo di benedire il mio pellegrinaggio e quello dei 180 giovani, coi loro accompagnatori, che anche dalla Palestina parteciperanno alla GMG.

Alle 3 e 45 arriviamo al Ben Gurion. Un primo controllo all’ingresso, poi ci avviamo al terminal. Ancora non abbiamo capito come mai siamo partiti così presto. Una volta davanti agli sportelli comprendiamo che per la consegna dei bagagli ci vorrà del tempo. Ne usciremo solo alle 8 del mattino! Non è un gran problema, c’è ancora qualche minuto prima dell’imbarco. Ma…non abbiamo considerato il secondo e severo controllo da attraversare, in quanto palestinesi, prima del controllo passaporti. Prima di lasciarci passare, i nostri bagagli a mano saranno tutti controllati praticamente due volte. Il volo partirà con un’ora e mezzo di ritardo.

Da Tel Aviv a Varsavia

Abbiamo riempito un aereo low cost, nell’aereo ci siamo solo noi. Siamo molto numerosi. Alcuni, vicino a me, viaggiano per la prima volta nella loro vita. Qualcuno ha paura dell’aereo, un paio hanno le vertigini. Ma tutto è sotto controllo.

Dopo quattro ore e trenta di volo, eccoci arrivati alla capitale polacca. Un bella città moderna che visiteremo più tardi. Per ora, siamo troppo stanchi e non desideriamo che dormire per recuperare le 24 ore in bianco.

Da Varsavia a Torun

Ma…sorpresa! Dobbiamo ancora prendere un autobus per raggiungere, con tre ore di viaggio, la città di Torun che ci ospiterà per tre giorni. I giovani brontolano un poco, ma l’accoglienza dei nostri amici polacchi è talmente calorosa e preparata nei minimi dettagli che ci da’ la forza di pazientare. Nell’autobus i giovani un poco riposano e si scambiano pareri. Forse a causa della fatica, sono davvero molto sapienti. Tanto meglio. Per me è tempo di qualche riflessione e di preghiera. Di fatto dono questi gli assi principali della GMG: la preghiera e la fraternità.

A Torun, l’accoglienza è impressionante. Non manca nulla. Penso che i polacchi, quando si impegnano, lo fanno fino in fondo! Penso anche che noi palestinesi, e gli arabi in generale, abbiamo molto da imparare da questo popolo. Valori che a noi mancano ancora: il rigore nel lavoro, l’impegno serio, l’attenzione che privilegia il bene comune.

La celebrazione della messa ha avuto luogo nella chiesa dei militari dedicata a santa Caterina. Una bella costruzione neo gotica del 19esimo secolo. La liturgia è stata animata dai nostri amici polacchi, da un gruppetto di africani entusiasti e da noi stessi.

Dopo la messa: un pranzo davvero regale nella grande sala del Liceo dove abbiamo dimorato per tre giorni.

Concluso il primo giorno…è necessario riposare poiché sappiamo già che domani sarà un giorno intenso. Grazie Signore, tu mi hai colmato di gioia lungo questa giornata di amicizia e bellezza. Dammi un cuore capace di ascolto, un cuore in pace, un cuore saggio, per vivere intensamente i giorni che verranno, alla tua presenza e nel tuo amore. Guarisci la mia anima, ho sete di pace, della Tua pace.

2° giorno: Alla scoperta di Torun. Primo incontro con la vita polacca (19 luglio 2016, martedì)

Alle otto, la colazione è già pronta nella stessa sala di ieri diventata ormai il nostro “refettorio”. Uova, prosciutto e burro polacchi, formaggi e del buon pane con la marmellata. La cucina polacca continua a sorprenderci e a piacerci!

Il programma comprende diverse visite in città. La prima: al governatorato per una conferenza stampa e un incontro col governatore. Poi, in giro per la città dove scopriamo la statua di Nicolò Copernico. La visita a un museo ci fa conoscere una figura importante della resistenza al comunismo degli anni ’80:  padre Jerzy Popieluszko che, ucciso crudelmente dai comunisti, ha dato la sua vita per la liberazione del paese.

Dopo un ottimo pranzo, abbiamo visitato unl modello di villaggio polacco del 18esimo secolo e imparato a preparare il famoso pane speziato polacco. Ci è poi stato offerto un concerto da parte dei militari e di un giovane musicista palestinese di Nablus che vive in Polonia. Egli ha fondato, insieme ad amici polacchi, un gruppo musicale, chiamato “Boukra” – “Domani” in arabo – che propone musiche sia orientali che occidentali.

Rientrati alla base, abbiamo approfittato del tempo libero per visitare la città a gruppetti di dieci. Con gli amici del mio gruppo e padre Martin Schmidt – l’organizzatore della nostra accoglienza – abbiamo scoperto la birra polacca, la parte antica della città di Torun, i suoi spalti medievali e il suo fiume.

Grazie Signore per questa seconda giornata. Insegnami a gioire per la tua bontà, nella semplicità e nella modestia. Insegnami a essere più attento agli altri, ai loro bisogni e alle loro fragilità. Fammi desiderare la rettitudine e la perseveranza. Amen.

3° giorno: Verso il Nord e il mar Baltico (20 luglio 2016, mercoledì)

Dopo la messa, celebrata la mattina presto, in una magnifica chiesa gotica, antica di almeno 700 anni, eccoci in autobus, verso Gdansk, una città del nord della Polonia, sul Mar Baltico. La strada è lunga, ci vorranno almeno due ore. Siamo stanchi e ancora tranquilli, ne approfitto per riflettere un poco.

È importante parlare spesso a Dio per evitare la aridità spirituale. Le preghiere o la Liturgia delle ore, la stessa Messa non sono sufficienti a chi cerca l’intimità con Dio. Ecco perché, anche durante le vacanze (soprattutto durante i giorni della GMG) il cristiano deve cercare un momento nella sua giornata per fare silenzio e un esame di coscienza, per interiorizzare ciò che gli è dato di vivere, per cogliere in profondità il significato delle esperienze, e questo, nonostante le tentazioni che possono distrarre da questi momenti preziosi.

I paesaggi magnifici, di questo paese che ha patito tante occupazioni, favoriscono questo esercizio, il movimento dell’anima verso Dio e verso ciò che in essa è più profondo.

Dopo due ore di percorso, eccoci al Centro Europeo di Solidarietà, un museo dedicato alla storia della liberazione della Polonia dalla tirannia del regime comunista, durante gli anni ’80. Mi ha molto colpito vedere in questo luogo come la solidarietà e la perseveranza siano fondamentali per realizzare i grandi e nobili progetti dell’uomo che, soffrendo sotto l’oppressione, l’ingiustizia e le diverse forme di tirannia, continua ad aspirare alla libertà e alla giustizia.

Un saggio proverbio arabo dice che: non si può applaudire con una sola mano, ce ne vogliono due. Una lezione e un esempio pieno di speranza per noi palestinesi che subiamo ogni giorno l’occupazione israeliana, ma anche l’egoismo dei nostri responsabili politici. Sull’esempio degli operai polacchi, ci sarebbe da imparare a lavorare insieme e soprattutto a dialogare.

Dopo una veloce visita al centro della città, partiamo per il Mar Baltico. Per noi abituati al Mediterraneo, la differenza è notevole. Nessuna somiglianza, i paesaggi, il colore dell’acqua, la temperatura.

A sera rientriamo a Torun, stanchi ma contenti di questa giornata ricca di emozioni. Dobbiamo riposare se vogliamo arrivare alla fine di questa magnifica esperienza. Domani andremo a Varsavia dove trascorreremo quattro giorni prima di raggiungere il Papa e i tre milioni di giovani, attesi a Cracovia.

(continua…)