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Pubblicato il 7 Set 2016 in Feste, Slide, Vita liturgica

Mons. Shomali: “La vita di madre Teresa e la sua fiducia in Dio sono più grandi del miracolo di guarigione dell’ingegnere brasiliano”

Mons. Shomali: “La vita di madre Teresa e la sua fiducia in Dio sono più grandi del miracolo di guarigione dell’ingegnere brasiliano”

URTAS – Domenica 5 settembre, in occasione della festa di Nostra Signora dell’Hortus Conclusus, mons. William Shomali, Vicario patriarcale per Gerusalemme e la Palestina, ha presieduto la celebrazione della messa, nel Convento dell’Hortus Conclusus, nel villagio di Urtas a sud-ovest di Betlemme.
Padre George Da’boub, cappellano del convento, ha concelebrato la messa con la partecipazione di altri sacerdoti, dei diaconi, delle suore del convento e dei religiosi intervenuti per l’occasione. Erano presenti anche i seminaristi del Patriarcato latino e numerosi fedeli.
All’omelia, mons. Shomali ha ricordato la vita di Madre Teresa, canonizzata proprio questa domenica.
“È vero che la Chiesa cattolica ha canonizzato Madre Teresa dopo la sua morte, ma la gente la considerava santa quando ancora era in vita. La sua santità non era “riconosciuta” soltanto dai fedeli cattolici ma dal mondo intero!”
Ricordando la sua missione  e le sue numerose realizzazioni, il Vicario patriarcale ha sottolineato come la vita di Madre Teresa fosse concentrata sui bimbi abbandonati, sulle persone anziane o handicappate, sulle prostitute. “Il suo impegno per il diritto alla vita del bimbo concepito e tutto ciò che la religiosa ha realizzato nella sua vita sono molto più grandi del miracolo di guarigione dell’ingegnere brasiliano che soffriva di tumore al cervello”.
Mons. Shomali ha poi citato numerose parole che esprimono perfettamente ciò la Santa viveva e che oggi costituiscono una guida spirituale per tante persone.
– “Chi vive senza donare non vive affatto”.
– “Nessuno di noi, me compresa, faremo mai grandi cose. Ciascuno di noi però può fare piccole cose con molto amore, e, insieme possiamo realizzare cose meravigliose”.
Alla fine della sua omelia, mons. Shomali ha riferito l’episodio citato da mons. Pizzaballa nella sua ultima meditazione.
Un uomo moribondo, viene trovato nelle fogne ai margini della città, le Figlie della Carità lo raccolgono. Lo portano a casa, lo lavano, lo vestono e si prendono cura di lui. E lui, prima di morire, dice così: “Sono sempre vissuto come un miserabile, muoio come un re”.