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Pubblicato il 17 Ott 2016 in Diocesi, Feste, Notizie della diocesi, Vita liturgica

Sant’Abramo, padre dei credenti, ci chiama ad una fede sempre più grande

Sant’Abramo, padre dei credenti, ci chiama ad una fede sempre più grande

 

GERUSALEMME – La casa di Abramo, casa di accoglienza del Secours Catholique – Caritas Francia, ha aperto le sue porte con generosità per celebrare la festa di chi è il padre dei credenti. L’8 ottobre 2016 vi sono state accolte un centinaio di persone che hanno risposto all’invito.

La Casa di Abramo non è un alloggio come tanti altri a Gerusalemme. Il suo scopo primario è quello di accogliere uomini e donne che, a causa del loro status economico o sociale, forse non avrebbe mai considerato un pellegrinaggio in Terra Santa. I gruppi dei “viaggiatori della speranza” per esempio, sono persone che ricevono un sostegno sociale e questo accompagnamento viene fornito loro da volontari. Tutti insieme, formano una fraternità felice di condividere insieme questi tempi forti sui passi di Gesù.

Un gruppo originario di Aveyron, nel sud della Francia, era presente l’8 ottobre per la Messa che ha riunito le comunità religiose di Gerusalemme e gli amici, i volontari e il personale della Casa. Celebrata nei giardini che offrono una splendida vista del monte Moria, il luogo del sacrificio di Isacco, la Messa è stata presieduta da mons. Shomali, alla presenza dell’arcivescovo Lazzarotto, Nunzio Apostolico, di padre Charles Galichet, abate di Abu Gosh, da molti sacerdoti, il nuovo Console Generale di Francia, Pierre Cochard, e dalle signore Véronique Fayet e Louise Avon, rispettivamente presidente e membro del Consiglio della Secours Catholique-Caritas Francia.

Nella sua omelia, il vescovo Shomali ha sottolineato la fede di Abramo: «Per fede Abramo ha fiducia in Dio e ha lasciato la sua famiglia, la sua tribù, la sua terra natale, Ur dei Caldei, e tutto ciò che era la sua sicurezza umana. E la fede di Abramo culmina quando Dio gli ordina di offrire il proprio figlio Isacco in olocausto. A quel tempo, accettare questo sacrificio significava sacrificare non solo il figlio, ma anche la sua ragione umana che gli poneva dei dubbi che la richiesta di Dio era assurda e avrebbe dovuto disobbedire. Cerchiamo di capire che Dio ha fatto questa richiesta per mettere alla prova la fede di Abramo e non per fargli un vero e proprio sacrificio umano».

Il Vicario patriarcale ha invitato l’assemblea ad avere la stessa fede: «In mezzo alle nostre difficoltà e le nostre perplessità, abbiamo bisogno della figura di Abramo, uomo dritto e onesto, che ha vissuto l’avventura di fede e non sene mai pentito».

«La sua fede ci dice che nonostante le apparenze, Dio è fedele e mantiene sempre le sue promesse. Secondo la promessa, Abramo generò molti figli. In effetti, tutti – ebrei, cristiani e musulmani – sono figli di Abramo, e siamo orgogliosi di fare riferimento a lui. Allo stesso modo, dobbiamo fermamente credere che Dio manterrà tutte le sue promesse. Se ci chiede di pregare per la pace di Gerusalemme significa che ha da darci una risposta. Sarebbe assurdo che ci chiede di fare qualcosa per la quale non ha risposta».

Al termine della Messa, animata congiuntamente da un gruppo locale guidato da Jozef Asfour e da uno organizzato dal Secours Catholique, tutti i presenti sono stati invitati con gioia a condividere un bicchiere di amicizia da Cécile Roy, direttrice della casa di Abramo.

Cécile Klos