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Pubblicato il 14 Dic 2016 in Diocesi, Notizie della diocesi, Sacramenti, voti, ordinazioni, Seminario, Slide, Vita liturgica

Ordinazioni diaconali al Redemptoris Mater di Galilea:  «Il servizio è la forma più alta che una vita può assumere»

Ordinazioni diaconali al Redemptoris Mater di Galilea: «Il servizio è la forma più alta che una vita può assumere»

 

GALILEA – Korazym, 9 dicembre 2016. Il neo eletto Amministratore Apostolico del Patriarcato Latino di Gerusalemme, Mons. Pierbattista Pizzaballa, ha presieduto per la prima volta un’Ordinazione Diaconale. I nuovi diaconi del Patriarcato Latino di Gerusalemme, formatisi nel Seminario Redemptoris Mater della Galilea, sono l’italiano Giovanni Falorni e il colombiano Juan Manuel Silva Lopez. Pochi giorni prima un loro compagno, Rodi Noura, maronita di origine libanese, è stato ordinato diacono secondo il rito maronita.

 

Più di trecento fedeli hanno accolto il nuovo Amministratore Apostolico del Patriarcato Latino di Gerusalemme, nella sua prima visita come Vescovo, alla Domus Galilaeae, in cui è stata celebrata l’Ordinazione Diaconale di due seminaristi del Redemptoris Mater di Galilea. L’occasione, così importante non solo per la vita di Giovanni e Juan Manuel, che da oggi entrano al servizio del Patriarcato Latino come diaconi, ma anche per lo stesso Mons. Pizzaballa, che ha conferito per la prima volta un’Ordinazione Diaconale, è una tappa fondamentale anche per la diocesi, che si vede arricchita di nuovi operai nella vigna del Signore. Ha concelebrato Mons. Giacinto Boulos Marcuzzo, vescovo ausiliare e Vicario Patriarcale per Israele. Ad attendere gioiosi l’Amministratore più di trenta concelebranti, tra cui alcuni sacerdoti del Patriarcato Latino, religiosi e consacrate della Galilea, numerosi fratelli delle comunità neocatecumenali di Terra Santa, i seminaristi e i fratelli della Domus Galilaeae e della Casa di Mamre a Gerusalemme, i professori e i seminaristi del Redemptoris Mater di Galilea, e vari invitati dalla Spagna e dall’Italia.

La liturgia è stata aperta dal saluto del rettore del seminario, d. Francesco Giosuè Voltaggio, cui è seguita una breve presentazione dei convenuti. Le letture proposte sono state scelte per l’occasione, ma, come ha fatto notare anche il Vescovo, si presentavano in consonanza mirabile con il tempo di Avvento.

Il Vangelo presentava l’invito di Gesù alla vigilanza (Lc 12,35-48) e la parabola del servo pronto ad attendere il suo padrone, che nell’omelia di Mons. Pierbattista, è stato subito preso a modello del servizio diaconale, giacché «non è tanto qualcuno che fa delle cose, che tiene in ordine la casa, che prepara da mangiare, quanto colui che innanzitutto attende il ritorno del suo padrone».

Il Vescovo ha evidenziato la missione propria del servizio diaconale nel Nuovo Testamento, che è anzitutto il servizio ai poveri e alla comunità. Dopo ciò, ha affermato che nel Vangelo proclamato si pone l’accento sull’attesa, esplicitata dall’immagine della porta da aprire al suo padrone al momento del suo ritorno. Questo «aver cura di aprire la porta», ha continuato il Vescovo, «significa che questa casa è fatta per accogliere qualcuno, che non è una casa chiusa in se stessa, che finisce con se stessa, ma che il personaggio più importante, l’ospite più atteso deve ancora tornare». Tale attesa del padrone di casa «è ciò che rende il diacono come chi vive una relazione particolare con Cristo, che non sa pensarsi al di fuori di Lui». Nel tempo del diaconato, dunque, «non si tratta di riempire i buchi, gli spazi, le attese, ma di tenerli aperti, rivolti a Colui che deve venire. Il padrone, infatti, Cristo, viene e allora si mostrerà come il vero servo, che cintosi le vesti, si mette a servire». «Solo attendendo un Dio così», ha concluso il prelato, «solo custodendo la porta per farlo entrare, anche la nostra vita saprà scegliere liberamente il servizio, non come un peso, non come qualcosa che mi viene tolto, ma come la forma più alta che la vita può assumere».

Parole simili ha pronunciato qualche giorno prima Mons. Moussa El Hage, Arcivescovo maronita di Haifa e della Terra Santa, quando lo scorso 20 novembre ha ordinato diacono per la sua diocesi l’israeliano di origine libanese Rodi Noura, anche lui formatosi nel seminario Redemptoris Mater, che ha servito Mons. Pizzaballa nella Celebrazione menzionata sopra.

In entrambe le occasioni, l’ordinazione si è conclusa con una grande festa in cui tutti gli invitati hanno avuto modo di esprimere con calore la loro felicità per i carismi con cui il Signore adorna la sua Chiesa, doni che essa custodisce e che tutela con amorevole cura. Proprio a testimonianza di questa cura, l’Amministratore Apostolico ha dedicato il giorno seguente alla visita del Seminario Redemptoris Mater. In essa, dopo la celebrazione delle Lodi in Seminario, il Vescovo ha dedicato tutto il tempo all’ascolto dei formatori e dei seminaristi.

Seminario Redemptoris Mater

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