Pages Menu
Categories Menu

Pubblicato il 17 Gen 2017 in Attualità locale, Chiesa, Politica e società, Slide, Voce del Santo Padre

Il presidente Abbas ricevuto da Papa Francesco in occasione dell’inaugurazione dell’Ambasciata della Palestina presso la Santa Sede

Il presidente Abbas ricevuto da Papa Francesco in occasione dell’inaugurazione dell’Ambasciata della Palestina presso la Santa Sede

 

SANTA SEDE / PALESTINA – Papa Francesco ha ricevuto sabato 14 gennaio 2017 il presidente palestinese Mahmoud Abbas. Hanno parlato per una ventina di minuti del processo di pace in Medio Oriente e della speranza di una ripresa del dialogo tra israeliani e palestinesi per porre fine alla violenza e alle sofferenze inaccettabili per la popolazione civile. Mahmoud Abbas ha offerto al Papa una pietra del Golgota, proveniente dalla Chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Il comunicato della Santa Sede, pubblicato alla fine del colloquio, ha sottolineato la necessità di trovare una «soluzione giusta e duratura». In esso si afferma che, con il sostegno della comunità internazionale, è possibile «creare un clima favorevole per prendere decisioni coraggiose a favore della pace». Durante l’incontro è stata sottolineata anche l’importanza di preservare i luoghi santi per i credenti ebrei, cristiani e musulmani. Dopo l’incontro con il Santo Padre, Mahmoud Abbas si è incontrato con il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede, e con il capo della diplomazia vaticana, l’arcivescovo Paul Gallagher.

 

Traduzione del testo integrale del comunicato della Santa Sede, pubblicato il 14 gennaio 2017

Questa mattina, il Papa Francesco ha ricevuto in udienza Mahmoud Abbas, presidente della Palestina, che ha poi incontrato il Cardinale Segretario di Stato mons. Pietro Parolin accompagnato dall’arcivescovo Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Nel corso dei colloqui cordiali, le parti hanno discusso le buone relazioni esistenti tra la Santa Sede e la Palestina, sigillati dell’accordo globale del 2015, che si occupa di aspetti fondamentali della vita e l’attività della Chiesa nella società palestinese. In questo contesto, è stato menzionato l’importante contributo dei cattolici alla promozione della dignità umana e l’assistenza ai poveri, in particolare nei settori dell’istruzione, della sanità e degli aiuti umanitari.

L’attenzione si è poi focalizzata sul processo di pace in Medio Oriente e la speranza di vedere la ripresa dei negoziati diretti tra le varie parti per porre fine alla violenza che causa danni inaccettabili ai civili e di trovare una soluzione giusta e duratura. A tal fine, regna la speranza che, con il sostegno della comunità internazionale, possono essere adottate misure per promuovere la fiducia reciproca e contribuire a creare un clima in cui si compiano le decisioni coraggiose in favore della pace. L’accento è stato posto sull’importanza di salvaguardare la santità dei luoghi santi per i fedeli delle tre religioni abramitiche. Infine, particolare attenzione è stata dedicata ad altri conflitti che interessano la regione.

Inaugurazione dell’Ambasciata palestinese presso la Santa Sede

La visita di Mahmoud Abbas arriva in occasione dell’apertura a Roma dell’Ambasciata palestinese presso la Santa Sede, ad un anno dall’entrata in vigore dell’accordo bilaterale tra la Santa Sede e lo Stato di Palestina. Al momento della sigla, nel giugno 2015, l’accordo è stato presentato dal vescovo Gallagher come «un buon esempio di dialogo e di collaborazione» tra cristiani e musulmani nel «difficile contesto del Medio Oriente, dove, in alcuni paesi, i cristiani soffrono la persecuzione».

Il capo della diplomazia vaticana ha anche voluto che questo accordo possa essere uno stimolo per porre fine al conflitto israelo-palestinese, sostenendo la soluzione dei due stati. Papa Francesco, ha ancora difeso questa soluzione lunedì 9 gennaio. In occasione del saluto al corpo diplomatico, ha incoraggiato la ripresa del dialogo per la «coesistenza pacifica di due Stati entro confini internazionalmente riconosciuti».

 

La redazione con Radio Vaticana

Foto: © Thaer Ghanayem