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Pubblicato il 1 Feb 2017 in Amministratore Apostolico, Diocesi, Feste, Notizie della diocesi, Slide, Vita liturgica

Mons. Pizzaballa celebra la festa delle Beatitudini in Galilea.

Mons. Pizzaballa celebra la festa delle Beatitudini in Galilea.

GALILEA – Domenica 29 gennaio 2017, si è tenuta la festa delle Beatitudini sul monte che ne porta il nome. Molti fedeli si sono riuniti per la messa celebrata da mons. Pierbattista Pizzaballa, Amministratore Apostolico del Patriarcato latino.

 La messa è stata concelebrata da mons. Guiseppe Lazzarotto, Nunzio apostolico in Israele, mons. Giacinto Boulos Marcuzzo, Vicario patriarcale in Israele, mons. Moussa El-Hage, Arcivescovo maronita e da un bel numero di sacerdoti del Patriarcato. Per l’occasione si sono raccolti, sul Monte delle Beatitudini, molti religiosi e religiose oltre a circa 600 fedeli, per lo più provenienti dalla Galilea. I cristiani di Betlemme non erano presenti per il fatto che non hanno ricevuto il permesso di uscita dai Territori da parte delle autorità israeliane.

Nella sua omelia in arabo, mons. Marcuzzo ha parlato della rivoluzione dell’evangelizzazione che offre un nuovo modello di ordine all’umanità. Ha sottolineato come questa  rivoluzione divenga realtà attraverso la grazia di Dio, la collaborazione dei fedeli,  delle Chiese locali e di quella universale. Essa esige un grande coinvolgimento dell’uomo, un cuore puro e un animo fervente.

“La vocazione cristiana incoraggia ad andare contro corrente per far sì che ogni cristiano divenga un uomo nuovo, testimoni un mondo nuovo e nuovi valori” ha aggiunto il Vescovo. Riprendendo il messaggio di Papa Francesco ai giovani e ai religiosi, il Vicario patriarcale ha poi esortato i fedeli a essere dei rivoluzionari armati di valori cristiani.

La festa si è conclusa con un pranzo fraterno,  preparato dalle suore Francescane, con più di duecento invitati.

La Festa delle Beatitudini viene celebrata ogni anno nell’ultima domenica di gennaio, su iniziativa del Sinodo Pastorale delle Chiese di Terra Santa, con lo scopo di fare avvicinare le comunità locali ai luoghi santi. Per i cristiani di Galilea, questa festa è diventata una tradizione ineludibile e l’occasione per riaffermare il loro attaccamento e la roro responsabilità verso i luoghi santi.

Saher Kawas
Foto: © AN

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