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Pubblicato il 8 Feb 2017 in Diocesi, Notizie della diocesi, Notizie delle comunità religiose, Slide

L’Unione delle religiose della Terra Santa – Galilea celebra la vita consacrata a Shefarram

L’Unione delle religiose della Terra Santa – Galilea celebra la vita consacrata a Shefarram

 

GALILEA – Le suore dell’Unione delle religiose della Terra Santa – Galilea si sono ritrovate a Shefarram per una giornata dedicata alla vita consacrata domenica 5 febbraio 2017, pochi giorni dopo la festa della Presentazione di Gesù al Tempio.

L’Unione delle religiose della Terra Santa – Galilea comprende trentasei comunità apostoliche della regione e sei monasteri, per un totale di circa duecento religiose che si incontrano regolarmente e scelgono ogni anno un tema. L’ultimo è stato: «La Chiesa comunione».

In occasione della festa della Presentazione di Gesù al Tempio, Giornata tradizionalmente dedicata alla Vita Consacrata, cinquanta sorelle si sono incontrate presso le Suore di Nazareth, calorosamente accolte da suor Jeena e la sua comunità.

Il Vicario patriarcale in Israele Mons. Marcuzzo, invitato per l’occasione, ha presentato alle sorelle una riflessione sulla vita consacrata oggi, alla luce delle parole pronunciate da papa Francesco lo scorso 27 gennaio quando ha evocato in modo particolare, non senza preoccupazione, una «emorragia» di vocazioni, «cosa che indebolisce la vita consacrata e la vita della Chiesa». Mons. Marcuzzo ha voluto, attraverso il suo insegnamento, interpellare le religiose sul loro cammino verso la santità di fronte ai pericoli del mondo contemporaneo e di una «cultura liquida, frammentata e contrassegnata dalla mondanità», alla quale si tratta di rispondere «attraverso il radicamento della propria vita in Cristo e attraverso la cura della vita comunitaria».

I momenti forti della giornata sono stati la Messa celebrata dal vescovo nella parrocchia latina di Shefarram, con la piccola comunità cristiana latina di 1.000 fedeli, e l’incontro con tutti i sacerdoti e i pastori della città. Pochi giorni dopo la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, i pastori delle cinque chiese cristiane hanno risposto alla chiamata di unità «coi fatti e nella verità». Il prete della parrocchia latina, un pastore anglicano, il prete cattolico greco-melkita e il prete ortodosso della città, erano tutti riuniti per un momento di convivialità. Si è sentita la mancanza solo del sacerdote maronita, quel giorno assente perché malato.

La città di Shefarram in Galilea conta un totale di 11.000 cristiani – tra cui 1.000 latini. Insieme alla presenza di 35.000 musulmani e 7000 drusi. Se i cristiani mostrano una bella comunione al di là delle loro differenze, possono istaurare dei bei rapporti tra le comunità delle tre religioni.

La comunità delle Suore di Nazareth, che hanno accolto le suore per questa giornata, è una comunità di sorelle per lo più di origine indiana, ma perfettamente integrate nella diocesi. Parlano correntemente l’arabo, al termine di un corso quadriennale frequentato insieme ai bambini locali.

Myriam Ambroselli

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