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Pubblicato il 7 Mar 2017 in Diocesi, Notizie della diocesi, Slide, Vita liturgica

Commemorazione dell’Incoronazione di spine all’Ecce Homo: «La grazia di celebrare i misteri nei Luoghi Santi»

Commemorazione dell’Incoronazione di spine all’Ecce Homo: «La grazia di celebrare i misteri nei Luoghi Santi»

 

GERUSALEMME – Venerdì 3 marzo 2017, primo venerdì di Quaresima, i fedeli della Città Santa si sono riuniti per commemorare, secondo la tradizione, l’Incoronazione di spine di Cristo presso il Convento dell’Ecce Homo, gestito dalle Suore di Notre Dame di Sion e dalla comunità Chemin Neuf, nel corso di una messa solenne celebrata da mons. Giacinto-Boulos Marcuzzo.

La celebrazione ha avuto luogo nello stesso sito in cui si trova il Lithostrotos, il pavimento romano della Fortezza Antonia residenza del governatore Pilato e del pretorio dei soldati, identificato come il luogo in cui Cristo fu flagellato, coronato di spine e presentato alla folla con queste parole: «Ecco l’uomo, Ecce Homo».

La Messa è stata celebrata da mons. Giacinto-Boulos Marcuzzo, vicario patriarcale, da mons. Michael Fitzgerald, dell’Arcidiocesi di Philadelphia, e da una dozzina di sacerdoti, alla presenza del Console Generale di Francia a Gerusalemme, Pierre Cochard, di centinaia di fedeli, molti religiosi, fra cui i seminaristi dei padri bianchi ed alcuni pellegrini.

Nella sua omelia, il vescovo Marcuzzo è tornato «sull’importanza della custodia dei Luoghi Santi» e sulla «celebrazione dei misteri di Gesù Cristo sulla terra di Gesù, da parte della Chiesa Madre di Gerusalemme, Chiesa dei Luoghi Santi». Ha ricordato alcune tradizioni e devozioni cristiane popolari, tra cui i settanta pezzi di reliquia della Corona di Spine, distribuiti in tutto il mondo, il cui pezzo più importante si trova nella Cattedrale di Notre Dame a Parigi, sotto la custodia dell’Arcivescovo della città e dei Cavalieri del Santo Sepolcro. Attraverso queste reliquie, «ritroviamo la passione di Cristo, soprattutto sotto l’aspetto dell’offesa fatta alla sua testa e al suo viso, ossia alla sua identità, alla persona e alla sua dignità», passione che viene offerta alla venerazione e all’adorazione dei fedeli, come ha spiegato il Vescovo.

Quest’ultimo ha inoltre invitato l’assemblea a un «impegno pastorale e spirituale autentico nel difendere e rispettare la dignità di ogni persona umana, soprattutto in Medio Oriente, dove troppo spesso la persona è perseguitata, insultata e ridicolizzata». Infine, ha invitato i fedeli a rinnovare il loro «desiderio e volontà di essere coinvolti nella Passione di Cristo, come Maria, che la tradizione ama chiamare “Corredentrice”, e, come san Paolo che scriveva: Sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa (Col 1, 24)».

Dopo la celebrazione, i partecipanti hanno visitato il pavimento lastricato del Lithostrotos e hanno potuto ammirare la magnifica vista panoramica di Gerusalemme, offerta dalla terrazza del convento.

Myriam Ambroselli

Foto dal nostro corrispondente a Gerusalemme

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